Categoria: Mammiferi


Tesi di Laurea

  • Dott.ssa A. BASSO, Confronto della densità e delle preferenze ambientali dell’Allocco (Strix aluco) in tre aree della Provincia di Cuneo (Alta Langa, Bassa Langa e Valle Stura)
    • Università degli Studi di Genova – Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  • Dott. A. CURTI, Contenimento della Specie Nutria (Myocastor coypus)
    • Università degli Studi di Torino – Facoltà di Medicina Veterinaria
  • Dott. F. FORMISANO, Contributo sulle cause di mortalità negli ungulati selvatici dell’Italia Nord Occidentale
    • Università degli Studi di Torino – Facoltà di Medicina Veterinaria
  • Dott.ssa A. FRANCO, La massa corporale dei giovani caprioli quale indicatore di cambiamenti ecologici: il caso della valle Varaita
    • Università degli Studi di Torino – Dipartimento di Scienze Veterinarie
  • Dott. A. TESSORE, Esperienza sulla riabilitazione degli Uccelli rapaci presso il C.R.A.S. di Cuneo
    • Università degli Studi di Torino – Facoltà di Medicina Veterinaria
  • Dott.ssa M. VIGLIETTI, Il conteggio diretto da percorso è un metodo utile per il monitoraggio del capriolo Capreolus capreolus in ambiente montano?
    • Università degli Studi di Torino – Dipartimento di Scienze Veterinarie

I soci e gli amici del C.R.A.S. desiderano porgere le più sentite congratulazioni alle Dott.sse Annalisa Franco e Martina Viglietti, attiviste volontarie del Centro che si sono laureate in Produzioni e Gestione degli Animali in Allevamento e Selvatici nella sessione primaverile del corrente anno accademico presso il Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università degli Studi di Torino.

In particolare, la Dott.ssa Franco ha discusso la tesi La massa corporale dei giovani caprioli quale indicatore di cambiamenti ecologici: il caso della valle Varaita, nel cui ambito d’indagine è stata valutata l’esistenza di una correlazione lineare tra il peso medio corretto dei caprioli di classe 0 abbattuti in valle Varaita e l’indice chilometrico d’abbondanza (IKA), sia a livello di intera vallata dall’anno 2007 all’anno 2016, sia distinto per settori di caccia dal 2010 al 2016.
Per calcolare il peso medio corretto è stato utilizzato il protocollo proposto dall’Office National de la Chasse et de la Faune Sauvage (ONCFS) che riconosce nella massa corporale media dei giovani ungulati, uno dei numerosi indicatori di cambiamento ecologico (ICE). Gli ICE forniscono una panoramica più completa sulla relazione esistente tra popolazione e habitat; in Francia vengono utilizzati congiuntamente per programmare strategie cinegetiche adattive, che consentono di stabilizzare le popolazioni dei selvatici in relazione alla capacità portante del territorio ed evitare la compromissione degli ecosistemi forestali ed agrari.
I dati riferiti alla valle Varaita hanno escluso l’esistenza di una correlazione lineare tra i parametri analizzati. Il risultato ottenuto è quindi in disaccordo con precedenti studi, condotti sia su altri ungulati selvatici sia su popolazioni di caprioli di classe 0, che invece comprovano l’effetto dipendente della densità sul peso corporeo.
É possibile che il risultato abbia risentito del limitato numero di misurazioni riscontrato in alcune annate e dalla sovente scelta dei cacciatori ad abbattere soggetti più piccoli della media per non incorrere in errori di tiro, in quanto facilmente riconoscibili come individui di classe 0. In aggiunta occorre considerare l’influenza che altri fattori, oltre alla densità, possono esercitare sulla massa. Essa infatti dipende anche dal clima e dall’ambiente, che a loro volta condizionano la disponibilità di foraggio, la proliferazione dei parassiti, la crescita fetale nell’ultimo terzo di gravidanza, il peso alla nascita, la lattazione e la crescita corporale.
E quindi probabile che la variazione del peso medio corretto registrata, non sia riconducibile a una sola causa ma sia il risultato dell’interazione di molteplici fattori. Perciò, per un’analisi più approfondita del fenomeno sarebbe opportuno verificare in futuro anche le ripercussioni delle componenti ecologiche e climatiche, che si ritiene possano avere un ruolo importante.

L’elaborato finale della Dott.ssa Viglietti è stato titolato Il conteggio diretto da percorso è un metodo utile per il monitoraggio del capriolo Capreolus capreolus in ambiente montano?, e relato dal Prof. Pier Giuseppe Meneguz.
Al fine di una corretta gestione faunistica-venatoria è necessario conoscere la consistenza e la struttura per sesso ed età della popolazione. Per conoscere tali parametri sono utilizzati diversi metodi di monitoraggio, diretti o indiretti. Nell’applicazione pratica di tali metodi bisogna tenere in considerazione la manodopera e le risorse disponibili affinché si utilizzi il metodo più appropriato. Nel Comprensorio Alpino CN2 il monitoraggio primaverile del capriolo viene eseguito con il conteggio diretto da percorso eseguendo due uscite, la sera e il mattino successivo. Tale metodologia permette di avere una buona accuratezza dei risultati ma implica un alto sforzo di campionamento. Per questo motivo il C.A. CN2 ha la necessità di ridurre lo sforzo di campionamento svolgendo una sola uscita del monitoraggio.
Per valutare quale delle due uscite è più vantaggioso mantenere si è risposto alle seguenti domande:
1. In quale delle due uscite sul campo (serale e mattutina), la conta è probabilmente più accurata?
2. In quale delle due uscite sul campo (serale e mattutina), la probabilità che siano rilevati degli indeterminati è più bassa?
I dati utilizzati sono stati messi a disposizione dal C.A. CN2 e sono relativi al monitoraggio del capriolo con il metodo prima indicato. Sono relativi all’arco temporale che va dal 2006 al 2017. I transetti sono 91 e sono situati su tutto il territorio del C.A.; la loro localizzazione e lunghezza è rimasta costante durante tutti gli anni. Per la stima della consistenza di popolazione è stato utilizzato l’indice chilometrico di abbondanza (I.K.A); per il secondo quesito è stata utilizzata invece la probabilità di conteggio di un indeterminato (p-IND). Per rispondere ai due quesiti sono stati creati due modelli statistici misti in cui, separatamente, I.K.A. e p-IND sono le variabili responsive. Come variabile esplicativa è stata inserita, in entrambi i modelli, una variabile categorica a due livelli sera/mattina. L’anno e il transetto sono stati inseriti come variabili random. Entrambi i modelli sono stati confrontati con il modello nullo e la scelta del modello migliore è avvenuta basandosi sul criterio Akaike criterion information.
I risultati delle analisi mostrano che è presente una differenza al limite del livello di significatività per la consistenza di popolazione che, al mattino, risulta essere leggermente maggiore. Il numero di animali indeterminati osservati non è influenzato in modo statisticamente significativo dal momento della giornata in cui si svolge il conteggio, tra sera e mattino non c’è quindi differenza. Se si considera l’effect size, la minima differenza del valore della consistenza di popolazione tra mattino e sera risulta trascurabile ai fini gestionali e pratici. Si può quindi affermare che per ridurre lo sforzo di campionamento è possibile eliminare una delle due uscite basandosi sul momento in cui sono presenti più operatori, senza compromettere i risultati. In bibliografia è riportato che un maggior numero di ripetizioni sono favorevoli per una maggiore accuratezza del dato raccolto e minor variabilità dei risultati ottenuti: il Comprensorio è consapevole di ciò, ma con le risorse ora disponibili ha difficoltà a protrarre ancora nel tempo questa metodologia. In un futuro risulta indispensabile lo sviluppo di nuove metodologie che permettano una raccolta dati accurata, siano poco costosi e che non richiedano conoscenze specifiche per essere attuate dagli operatori sul campo.

Recuperati Cervo e Stambecco ad Argentera

In data odierna gli operatori del CRAS hanno effettuato un doppio recupero ad Argentera: un esemplare di cervo (Cervus elaphus) ed uno di stambecco (Capra ibex), entrambi maschi adulti, ritrovati a poche centinaia di metri l’uno dall’altro.
Il primo, recuperato in un canale del fiume Stura stressato e debilitato, è purtroppo morto poco dopo il suo arrivo al Centro; il secondo invece, probabilmente caduto da alcune rocce e fortemente debilitato, è ancora degente.

I Regali di Natale del C.R.A.S.

Con l’avvicinarsi del Natale, vi proponiamo alcune idee regalo per sostenere l’associazione Centro Recupero Animali Selvatici e contribuire così alla salvaguardia della fauna selvatica.
Tutti gli articoli elencati possono essere ordinati ai consueti recapiti telefonici o via e-mail e ritirati direttamente presso la sede principale del Centro a Bernezzo in Via Alpi n. 25, oppure spediti a mezzo posta, con costi da determinare in base ai singoli ordinativi.

Con quote giornaliere variabili dal tipo di animale, potete adottare a distanza uno dei nostri ospiti. Potrete seguire la sua guarigione e sarete invitati alla sua liberazione. Se è fra gli animali non liberabili potrete, secondo le modalità indicate dagli Operatori del Centro, passare del tempo con lui. In questo modo si contribuisce al sostentamento del Centro con il puro costo dell’alimentazione giornaliera e l’affitto delle strutture, vista la gratuità del servizio svolto da volontari. L’adottante riceverà via e-mail il relativo certificato di adozione, con la fotografia dell’animale adottato, e verrà tenuto informato sulle variazioni di salute o del suo eventuale decesso.

Adottare un animale non è difficile: basta contattare il Centro ai consueti recapiti o, se possibile, recandovisi di persona, per individuare gli animali attualmente adottabili. Una volta saputa la storia dell’animale e quando la decisione sarà definitiva, verrà stipulato un contratto di adozione a distanza, che ci aiuterà a contribuire al benessere dell’animale.

A questo punto viene versato il contributo (mensile, trimestrale, semestrale o annuale), che può essere in contanti, con assegno o con versamento sul conto corrente bancario, utilizzando i dati riportati nel box a fianco. Nei limiti previsti dalla Legge, le adozioni sono deducibili.

Eccovi di seguito una tabella esemplificativa dei costi d’adozione per categoria di specie. Eventuali casi particolari potranno essere comunque concordati coi responsabili del Centro.

Tipo di Animale Costo Mensile
Passeriformi € 10,00
Rapaci Piccoli € 15,00
Rapaci Grandi € 20,00
Mammiferi Medi & Piccoli € 20,00
Mammiferi Grandi €30,00

Maggiori Informazioni


Tesseramento

L’iscrizione annuale, oltre a contribuire sensibilmente al benessere degli animali ospitati, conferisce il diritto di partecipazione all’Assemblea Sociale, nonché la possibilità di accedere alle sedi del CRAS, essere informati, aggiornati e coinvolti nelle attività del Centro.
I soci ordinari partecipano attivamente alle iniziative dell’Associazione tramite forme di attivismo a distanza, anche in modo saltuario, e frequentano corsi di aggiornamento per il recupero, la salvaguardia ed il benessere della fauna selvatica.


Calendario del C.R.A.S. 2018

Con un’offerta minima di € 5,00 più eventuali spese di spedizione è possibile acquistare Piccoli Selvatici Crescono…, il calendario fotografico del C.R.A.S. per l’anno 2018, dedicato ai cuccioli del Centro.

Ordina via E-mail


Libro Tutti No, Ma Questo Sì di Elisa & Sonia Ricci

Edito dalla casa editrice Araba Fenice, “Tutti no, ma questo sì” è un libro illustrato per ragazzi, realizzato da Elisa e Sonia Ricci, che racconta una storia sull’amicizia tra uomini ed animali per grandi e piccini, basato sulle esperienze realmente vissute dalle autrici al C.R.A.S. di Bernezzo, a cui sarà devoluto il ricavato dalla vendita di ciascuna copia, al prezzo di € 13,00 più eventuali spese di spedizione.

 

 

 

 

 

 


Libro Il Viaggio di Sebastian

Il viaggio di Sebastian”, scritto ed illustrato dagli studenti delle Scuole Tecniche San Carlo di Cuneo, è un libro che accompagna i bambini nel mondo degli animali selvatici, in compagnia dello scoiattolo Sebastian per conoscere l’importanza della fauna ed il ruolo del Centro Recupero Animali Selvatici di Bernezzo.
Con un’offerta libera, può essere ritirato direttamente presso la sede del Centro o spedito a mezzo posta.

 

 

 

 

 

 


Libro Quattro Scimmie a Cuneo

Edito dalla casa editrice Triskel, “Quattro scimmie a Cuneo” narra le esperienze di amicizia interspecie e miglioramento del benessere psicosociale vissute al C.R.A.S. dalla Dott.ssa Mariangela Ferrero, psicologa e psicoterapeuta che si occupa del miglioramento del benessere psicologico e relazionale dei primati nelle condizioni di cattività e post-traumatiche. In particolare, racconta la storia della relazione affettiva sviluppata dall’autrice con quattro bertucce (Macaca sylvanus): Gepu, Striscia, Ciccio e Citina. Individui dalla psicologia e socialità complesse, orfani, maltrattati e privati della libertà, con i quali l’autrice ha vissuto e tuttora condivide tante e diverse emozioni. Il libro può essere ritirato o ordinato alla sede di Bernezzo al prezzo di € 14,00 più eventuali spese di spedizione.

 

 


Bomboniere, Inviti & Segnaposti

Grazie all’idea delle talentuose sorelle autrici del libro “Tutti no, ma questo sì” Elisa e Sonia Ricci, se siete una coppia in procinto di sposarsi o avete in programma un evento da celebrare, potete scegliere bomboniere, inviti e segnaposto solidali, realizzati interamente a mano e personalizzabili, il cui ricavato dalla vendita verrà devoluto totalmente al C.R.A.S.! Un gesto benefico da portare nel cuore per rendere un’occasione speciale ancora più unica!

 

 

 


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Dal quotidiano online TargatoCN:

“Gli incendi di questi giorni stanno mandando in fumo l’immenso tesoro della biodiversità”

A dirlo Luciano Remigio, il responsabile del Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) di Bernezzo. “Caprioli, cerbiatti e uccelli fortunatamente riescono a scappare. É la microfauna, di cui nessuno si accorge, a venire completamente distrutta”. Legambiente chiede la sospensione dell’attività venatoria

Gli incendi che stanno devastando boschi e pinete del Piemonte, in particolare nel torinese e nel cuneese, dove da giorni bruciano la Valle Stura e la Val Varaita, stanno letteralmente mandando in fumo un tesoro inestimabile, quello della biodiversità. Sia per quanto riguarda la flora che la fauna.
E proprio delle conseguenze sulla fauna abbiamo parlato con il responsabile del CRAS (Centro raccolta animali selvatici) di Bernezzo, Luciano Remigio. “Il primo pensiero, quando bruciano i boschi, va ai caprioli, ai cerbiatti e in generale a quegli animali che associamo maggiormente a questo ambiente. Ma loro, fortunatamente, riescono a scappare. La vera devastazione è per tutta la “fauna minore”, quella a cui nessuno fa caso”, ci dice.
In particolare, fa riferimento ai piccoli anfibi, ai rettili, già parzialmente o totalmente in letargo, ai piccoli animali o insetti che non riescono a scappare, perché si muovono in modo lento. “Gli incendi distruggono questo micromondo, fondamentale, molto più di quanto si possa immaginare. Nel sottobosco c’è un meccanismo perfetto che nessuno vede. Gli incendi, quando sono causati dall’uomo, lo sovvertono. A volte in modo così catastrofico da essere irrecuperabile”.
Anche Legambiente è intervenuta evidenziando la drammatica situazione: “Nella nostra regione stanno andando in fumo aree di grandissimo pregio fondamentali anche per la sopravvivenza della fauna selvatica – ha dichiarato Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta al quotidiano online www.torinoggi.it -. In questo contesto è importante che i comitati di gestione degli Ambiti Territoriali di Caccia accolgano tempestivamente l’invito dell’assessore regionale Ferrero a far richiesta di sospensione dell’attività venatoria per tutelare territorio, cittadini e fauna delle aree interessate dagli incendi”.

Campagna Tesseramento 2018

Sono aperte le iscrizioni all’associazione Centro Recupero Animali Selvatici ONLUS per l’anno solare 2018, a fronte di un contributo di € 25,00 per i soci ordinari e di € 50,00 per i sostenitori.

La tessera personale ha validità annuale, dal 1° gennaio al 31 dicembre, e quest’anno è stata dedicata alla martora (Martes martes), specie di mustelide piuttosto rara, ma fortunatamente in leggero aumento.
La tessera può essere richiesta o rinnovata contattando il Centro ai consueti recapiti.

Con un’offerta minima di € 5,00 più spese di spedizione è possibile acquistare il calendario fotografico del C.R.A.S. per l’anno 2018, intitolato Piccoli Selvatici Crescono…, dedicato ai cuccioli ospiti della sede principale di Bernezzo e delle sedi distaccate La Ninna di Novello e Centro Tartarughe di Sommariva Perno.

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Dal magazine online LifeGate/a>:

Massimo Vacchetta, il mio amore per i ricci in 25 grammi di felicità

ANIMALI di BRUNELLA PACIELLO

La storia del Centro recupero ricci “la Ninna”, dedicato alla riccia (Erinaceus europaeus) trovata dal veterinario che nei 25 grammi di quest’orfana ha scoperto l’amore per un animale che ha bisogno di protezione.

L’amore per questi animali è nato con una piccola riccia trovata in giardino. Un’orfanella piccolissima – solo 25 grammi – disidratata, quasi morente. Il veterinario Massimo Vacchetta (professionista attento al suo aspetto fisico, vagamente insoddisfatto del suo lavoro, incerto sulla strada professionale da prendere) ha una folgorazione. E si dedica al piccolo essere anima e corpo, dando una svolta alla sua vita e alla sua professione.
La piccola riccia si salva, anche se attraversa vicissitudini e porta angosce e ansie a Vacchetta che, come molti veterinari, non conosce bene il mondo dei ricci e ne apprende le regole misteriose di volta in volta. La riccia viene chiamata Ninna e dà inizio a un nuovo capitolo della vita di Vacchetta, conosciuto ormai come il San Francesco dei ricci perché responsabile del Centro recupero ricci “la Ninna”, sezione erinacei del Cras (Centro recuperi animali selvatici) di Bernezzo, nel Cuneese. E Ninna è diventata anche protagonista del libro 25 Grammi di Felicità(Sperling e Kupfer editore), scritto da Vacchetta assieme alla giornalista Antonella Tomaselli.

Il mondo segreto dei ricci

I ricci sono piccole creature indifese, e in Italia sono una specie protetta. Da Vacchetta arrivano spesso animali moribondi, affetti da gravi patologie, bisognosi di aiuto immediato. Quanto costa curarli? “Tantissimo – racconta il veterinario – e se non fosse per la grande generosità delle persone sarebbe impossibile andare avanti. Ogni anno nel nostro paese circa 100mila ricci vengono schiacciati dalle auto di notte. Poi ci sono le ferite provocate dai decespugliatori, dai lumachicidi, dalle aggressioni provocate da altri animali”. Un aiuto viene anche dalle adozioni a distanza.
In oltre due anni Vacchetta ha curato circa 150 ricci arrivati da ogni parte d’Italia, portati dalle persone che li hanno trovati o dalla Forestale. “La mortalità – spiega – è stata meno del 10 per cento. Ma i ricci bisogna conoscerli e saperli curare. Ora ho solo un microscopio e per le ecografie, le analisi e le lastre mi devo rivolgere ai colleghi veterinari. Con i volontari che mi aiutano nel Centro stiamo cercando di realizzare un pronto soccorso per i ricci e una sala di degenza nella stalla di casa mia che si affaccia sul cortile”. Perché Vacchetta i ricci li tiene anche in casa, curati nei trasportino per gatti o per cani di piccole dimensioni, seguiti passo passo nelle malattie che li affliggono.
Ed ecco il riccio con danni cerebrali, derivati probabilmente dal trauma subito da un investimento; c’è quello che ha solo tre zampe ma si ingegna a condurre una vita normale; ci sono i gemelli ritrovati a Trento che una meningite ha lasciato handicappati, e così via, in un susseguirsi di storie, malattie e incidenti, molti dei quali potrebbero essere evitati se l’incuria dell’uomo verso questi piccoli esseri fosse minore.
Il Centro “la Ninna” si avvale della collaborazione di veterinari specializzati in ricci in Olanda e Inghilterra. Il Centro è collegato online con il Centro ricci di Aarhus in Danimarca, gestito da Dorthe Madsen, amica di Vacchetta da molti anni e, come lui, appassionata studiosa del mondo di questi piccoli esseri. “Collaboriamo molto anche con la Gran Bretagna – aggiunge il veterinario – dove i ricci sono seguiti e curati con tecniche specifiche. Il nostro riferimento è l’esperto inglese Pat Morris”.
Con la storia della tenera Ninna, che cambia la vita del veterinario Vacchetta, e aiuta quelli della sua specie a trovare un posto più grande nel cuore delle persone, si stende la vicenda umana e professionale raccontata in 25 Grammi di Felicità. Un libro che si legge tutto di un fiato, pieno di vicende animali e umane che si intrecciano e si intersecano in un caleidoscopio di sensazioni e spunti che raccontano di un mondo diverso e tutto da scoprire.
Perché il riccio è una delle vittime della nostra odierna civiltà. Basterebbe poco per equilibrare un ecosistema che trova in questi piccoli esseri un grosso aiuto e un grande contributo. E che noi indaffarati umani alla ricerca del nulla non riusciamo a comprendere e a valorizzare. L’opera di Vacchetta è anche questa: un piccolo, ma importante, tassello per un mondo migliore e più giusto verso tutte le specie che lo abitano.

Quattro ricci (Erinaceus europaeus) recuperati con la mamma l’anno scorso e cresciuti al CRAS sono stati i protagonisti di questa liberazione presso l’Orto didattico del Parco fluviale Gesso e Stura, a cui hanno assistito anche degli alunni delle primarie e i ragazzi del Servizio Civile Nazionale del Parco. La liberazione è avvenuta per mano dei nostri volontari di SCN Laura, Ester, Sofia e Jacopo e ad essa sono seguiti un tour guidato della Casa del Fiume e un giro in bici dello stesso!

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