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Dal quotidiano online Piemonte Parchi:

Il palcoscenico di questa storia ha inizio in un luogo bellissimo, ovvero, sul Monte Argentera, precisamente vicino il Vallone di Roburent, in Valle Gesso, territorio immerso nel Parco delle Alpi Marittime, territorio dove gli archetipi millenari vivono a stretto contatto con una natura pura e incontaminata. Proprio qui, lo scorso marzo, alcuni escursionisti avvistarono uno splendido esemplare di stambecco (Capra ibex), grande mammifero selvatico originario delle Alpi e tuttora qui presente, disteso a terra, ferito. Probabilmente scivolato su di una parete rocciosa, lì era rimasto, infermo e debilitato.

Cosa fare per aiutare l’animale?

Chi lo vide pensò giustamente che lasciarlo sul posto, gli avrebbe assicurato la morte. Si decise allora di avvisare il Centro Recupero Animali Selvatici di Bernezzo, ente che opera in favore dei selvatici, poco distante dalla Val Gesso.
La decisione non poté risultare migliore, perché nel giro di poche ore, precisamene il 24 marzo 2018, lo stambecco venne trasportato da alcuni volontari del centro, con gran fatica viste le notevoli dimensioni dell’animale, a Bernezzo per essere affidato alle cure mediche di alcuni veterinari.
Chi ha avuto la fortuna di osservare uno stambecco da vicino sa che è lui il Re della Montagna, un’animale divino ed elegante, che ama vivere, spesso in branco, sulle rocce, più vicino al cielo che non alla terra. Nel corso dell’inverno si stabilisce nei crinali di alta quota, fra i 1.600 ed 2.800 metri, prediligendo i versanti esposti a sud, dove la neve si dissolve prima e l’erba secca, cibo necessario per la sua sopravvivenza, è accessibile. Nonostante sia dotato di zoccoli adatti alle ripide pareti rocciose, come ogni essere vivente può essere vittima di qualche casuale incidente. E fu questo il caso.

Oggi fortunatamente l’animale è tornato in salute e sta bene, e il direttore del centro, Remigio Luciano, sta solo aspettando di concludere le ultime pratiche amministrative e burocratiche con il Parco del Monviso, per poter dare un’altra chance di vita all’animale, liberandolo questa volta vicino il Re di Pietra, il Monviso.
Questa è solo una delle tante incantevoli storie che possono essere raccontate dai volontari del Centro di Bernezzo: un luogo importante, necessario, dove gli animali vengono sostenuti e aiutati, soprattutto quando hanno subito brutte ferite e traumi. Grazie ai volontari del centro, molte creature hanno la possibilità di ristabilirsi e continuare un altro percorso di vita su questa Terra.

Il Centro Recupero Animali di Bernezzo

Il Centro ha iniziato la sua attività a fine 1984, quando il responsabile Remigio Luciano, decise di aprire a sue spese, e su territorio di proprietà, un centro che potesse accogliere alcuni animali ospiti nello zoo di Cuneo.
Con il comma 1 dell’articolo 40 della Legge regionale 5 del 2012, vennero stabilite nuove disposizione per la gestione della fauna selvatica, sorse quindi la volontà di istituire un CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici). L’autorizzazione arrivò agli inizi del 2001 con le direttive di individuare un responsabile affiancato a un’associazione ambientalista.
Definite le questioni burocratiche, iniziarono i lavori di adeguamento delle strutture, si crearono così recinti, gabbie, adibendo alcuni locali da infermeria e sala degenze.
L’associazione privata e senza scopo di lucro, nasce quindi nel 2004 in maniera autonoma, quale organizzazione non lucrativa di utilità sociale (Onlus) e oggi è uno dei quattro centri di recupero riconosciuti dalla Regione Piemonte. Quello di Bernezzo ppera sul territorio della Provincia di Cuneo ed è reperibile 24 ore su 24 e 365 giorni all’anno. Il suo fine è quello di recuperare, curare, riabilitare e, dove possibile, liberare esemplari di ogni specie di fauna selvatica autoctona ritrovati in difficoltà. Ospita inoltre alcuni individui di specie alloctone considerate invasive e detiene in custodia temporanea animali vittime di sequestri giudiziari.

I prossimi progetti

Nei prossimi mesi non mancheranno interessanti attività al C.R.A.S di Bernezzo, tra cui il rilascio di alcuni animali curati presso il centro. Assistere a una liberazione è un’esperienza molto emozionante, di quelle che incidono, nel profondo. É questa l’occasione per citarne una, in particolare. Durante il giorno del solstizio d’estate, il 21 giugno 2018, in occasione della settima Festa del Parco fluviale Gesso e Stura vi sarà il rilascio di alcuni rapaci notturni che, dopo esser curati presso il Centro Recupero Animali Selvatici di Bernezzo, potranno tornare a vivere nel bosco. É importante ricordare che i rapaci notturni sono volatili appartenenti a specie protette in quanto ottimi bioindicatori: la loro presenza in un ambiente ne indica il buon livello di salubrità.
La partecipazione alla festa sarà gratuita e per maggiori informazioni si può contattare la segreteria del parco: tel. 0171.444501, parcofluviale@comune.cuneo.it.

Dal quotidiano online TargatoCN:

“Gli incendi di questi giorni stanno mandando in fumo l’immenso tesoro della biodiversità”

A dirlo Luciano Remigio, il responsabile del Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) di Bernezzo. “Caprioli, cerbiatti e uccelli fortunatamente riescono a scappare. É la microfauna, di cui nessuno si accorge, a venire completamente distrutta”. Legambiente chiede la sospensione dell’attività venatoria

Gli incendi che stanno devastando boschi e pinete del Piemonte, in particolare nel torinese e nel cuneese, dove da giorni bruciano la Valle Stura e la Val Varaita, stanno letteralmente mandando in fumo un tesoro inestimabile, quello della biodiversità. Sia per quanto riguarda la flora che la fauna.
E proprio delle conseguenze sulla fauna abbiamo parlato con il responsabile del CRAS (Centro raccolta animali selvatici) di Bernezzo, Luciano Remigio. “Il primo pensiero, quando bruciano i boschi, va ai caprioli, ai cerbiatti e in generale a quegli animali che associamo maggiormente a questo ambiente. Ma loro, fortunatamente, riescono a scappare. La vera devastazione è per tutta la “fauna minore”, quella a cui nessuno fa caso”, ci dice.
In particolare, fa riferimento ai piccoli anfibi, ai rettili, già parzialmente o totalmente in letargo, ai piccoli animali o insetti che non riescono a scappare, perché si muovono in modo lento. “Gli incendi distruggono questo micromondo, fondamentale, molto più di quanto si possa immaginare. Nel sottobosco c’è un meccanismo perfetto che nessuno vede. Gli incendi, quando sono causati dall’uomo, lo sovvertono. A volte in modo così catastrofico da essere irrecuperabile”.
Anche Legambiente è intervenuta evidenziando la drammatica situazione: “Nella nostra regione stanno andando in fumo aree di grandissimo pregio fondamentali anche per la sopravvivenza della fauna selvatica – ha dichiarato Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta al quotidiano online www.torinoggi.it -. In questo contesto è importante che i comitati di gestione degli Ambiti Territoriali di Caccia accolgano tempestivamente l’invito dell’assessore regionale Ferrero a far richiesta di sospensione dell’attività venatoria per tutelare territorio, cittadini e fauna delle aree interessate dagli incendi”.

Il CRAS di Bernezzo al TGR Piemonte

Gli operatori del TeleGiornale Regionale del Piemonte (Rai 3) hanno trasmesso due servizi sul Centro Recupero Animali Selvatici di Bernezzo (CN), ove vengono messe in luce la mancanza di adeguati finanziamenti, a fronte del sempre crescente numero di arrivi, e le funzionalità, soprattutto in ambito scientifico-sanitario, che l’attività del Centro offre e mette a disposizione degli utenti del settore pubblico e privato. Buona visione!.

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