Indice di Ricerca: martora


Campagna Tesseramento 2018

Sono aperte le iscrizioni all’associazione Centro Recupero Animali Selvatici ONLUS per l’anno solare 2018, a fronte di un contributo di € 25,00 per i soci ordinari e di € 50,00 per i sostenitori.

La tessera personale ha validità annuale, dal 1° gennaio al 31 dicembre, e quest’anno è stata dedicata alla martora (Martes martes), specie di mustelide piuttosto rara, ma fortunatamente in leggero aumento.
La tessera può essere richiesta o rinnovata contattando il Centro ai consueti recapiti.

É stata pubblicata la relazione annuale per il 2016, la cui copertina è dedicata al gufo reale (Bubo bubo), di cui ben due esemplari sono giunti al Centro nel corso dell’anno passato… insieme ad altri 1113 animali!
Oltre ad un complesso intervento veterinario su uno dei suddetti rapaci, sono stati altresì eseguiti interventi, fra gli altri, su caprioli (Capreolus capreolus), gheppi (Falco tinnunculus), tassi (Meles meles) e testuggini palustri (Emys orbicularis).
Sono proseguiti i lavori di sistemazione ed ampliamento delle sedi distaccate, con la realizzazione di una nuova struttura per erinacei a Novello e la riqualificazione dei laghi a Sommariva Perno.
Nella sede centrale di Bernezzo sono stati predisposti gli adeguamenti strutturali richiesti dal Ministero dell’Ambiente.
Infine, nel corso del 2016 numerosi animali hanno potuto ritrovare la via verso la libertà, fra cui caprioli, falchi pesciaioli (Pernis apivorus) e martore (Martes martes).

Dal quotidiano La Stampa di martedì 21 giugno 2016:

Rapaci e selvatici rimessi in libertà nel Cuneese

Stasera la festa al Parco Fluviale di Cuneo Il Centro recupero animali di Bernezzo (CN) è nato nel 1985. Stasera Remigio libererà tre rapaci

21/06/2016
PAOLA SCOLA
BERNEZZO (CUNEO)

Si occupa delle regine dei cieli, le aquile. Dei signori dell’aria, come falchi, poiane, sparvieri. Di gufi e civette. «Qui è l’unico centro dove si ospitano animali selvatici di ogni taglia e specie, che richiedano cure», sottolinea Remigio Luciano, condottiero di una sorta di «arca di Noè», dove ogni anno vengono curati circa 1200 esemplari. Il Centro recupero animali di Bernezzo, tra Cuneo e le montagne, è nato nel 1985. Remigio, allora gestore del piccolo Zoo di Cuneo, fu costretto a smantellare il «giardino pubblico», perché il Comune non rinnovò più la convenzione. Il rischio era che gli animali venissero venduti o, peggio, abbattuti. Ma la famiglia di Luciano ha una casa a Bernezzo ed è lì che gli esemplari hanno trovato nuovo riparo. All’inizio i compaesani guardarono con un po’ di apprensione quell’esperimento, ma presto la diffidenza è stata vinta. E nel 2001, la Provincia di Cuneo ha autorizzato il Cras a operare per il salvataggio e la custodia dei selvatici.

Remigio ha una straordinaria sensibilità per gli animali. Lo affiancano due dipendenti part time, 4 ragazzi in servizio civile e volontari. Ci saranno anche loro, stasera, alla festa del Parco Fluviale di Cuneo a rilasciare alcuni rapaci notturni rimessi in forze: un gufo e tre civette. «Sono molti i pericoli per i selvatici – dice Luciano -: dall’inquinamento ai pesticidi, dalla caccia ai fili dell’alta tensione, dalle auto a tagliole e veleni». Sono stati bocconi nocivi, «lasciati forse per i lupi», ad avvelenare alcune aquile, che il Cras ha soccorso. «Esemplari di aquile reali, con gravi problemi. La prima è stata recuperata in val Maira. L’altra, salvata in valle Stura da un privato, nel marzo 2015, sembrava anemica e denutrita. Le abbiamo tenute ricoverate per qualche giorno, invano». È andata meglio a un biancone, l’«aquila dei serpenti», trovato ferito in val Tanaro: dall’anello di riconoscimento si è scoperto che 4 anni fa era stato soccorso ad Albisola (Savona), medicato a Bernezzo e liberato. Aveva spiegato il responsabile: «È lo stesso animale trovato nel 2012, debilitato e con un problema alla pupilla destra. Ristabilito, lo avevamo liberato a Castelmagno nel 2013». Dopo tre anni e le migrazioni, il rapace è tornato a pochi km di distanza, si è di nuovo ferito ed è stato riconsegnato al Cras.

Ma l’«arca di Remigio» è tanto altro. Nel 2013, per esempio, sono stati ricoverati 94 caprioli, camosci, cinghiali, ghiri, lepri, martore, procioni, tassi, volpi. Fra gli uccelli aironi, capinere, cuculi, ghiandaie, rondini, upupe, scriccioli. Poi rospi, biacchi, tartarughe. Per Remigio ogni animale ha una storia. Ce l’hanno gli ultimi «ospiti»: un picchio nero, una martora, una faina e un’averla capirossa. Ce l’aveva la scimmia Citina, legata a un’antenna di un palazzo a Cuneo, compromessa dall’imprinting umano. «Salviamo gli animali, organizziamo iniziative didattiche – conclude – e siamo un buon punto di monitoraggio della fauna. Come quando abbiamo seguito un grifone, con il Gps, fino in Spagna. La nostra realtà non ha scopo di lucro e le risorse sono scarse. I Comuni ci aiutano, Regione e Provincia faticano. Il sostegno con il 5×1000 sarebbe un’enorme boccata di ossigeno»

I ragazzi con docenti e volontari

Arrivano i primi risultati per il progetto Un asso nella scuola promosso dal Centro Servizi per il Volontariato Società Solidale, ad inizio anno scolastico, alle scuole di istruzione superiore e alle associazioni del cuneese.
Una delle collaborazioni più attive è quella tra l’Associazione C.R.A.S. di Bernezzo e le Scuole professionali San Carlo. Il sodalizio aveva chiesto agli studenti della classe seconda di realizzare nidi e strutture per accogliere la civetta (Athene noctua), i piccoli uccelli inseparabili (Agapornis sp.), i barbagianni (Tyto alba) ed i gufi (Asio otus). Inoltre sono stati realizzati ricoveri per piccoli mammiferi (ricci (Erinaceus europaeus), faine (Martes foina), martore (Martes martes) e volpi (Vulpes vulpes), e una libreria didattica in ciliegio (Prunus avium) per l’aula didattica del centro C.R.A.S. In questi mesi i 15 studenti, guidati dal Prof. Aurelio Andreis, hanno realizzato i nidi e le tane per gli animali, curandole in ogni dettaglio.
Questa collaborazione ha permesso ai giovani di sviluppare delle competenze e di conoscere il mondo del volontariato.
Spiega Elena Giraudo, referente per le scuole San Carlo del progetto: “Siamo molto contenti di aver aderito alla proposta del Centro Servizi e di aver potuto conoscere l’associazione C.R.A.S. Stiamo portando avanti una splendida collaborazione su più fronti: oltre ai manufatti lignei, i ragazzi hanno tradotto delle schede tecniche in inglese sugli ospiti dell’associazione ed abbiamo scritto racconti illustrati sugli animali che servono a testimoniare l’importante lavoro del C.R.A.S. Tutto questo permette ai nostri studenti di sentirsi davvero coinvolti e li mette in contatto con realtà spesso a loro sconosciute.”
“Grazie al progetto Un asso nella scuola – spiega Elisa Marino, volontaria del C.R.A.S. Bernezzo – abbiamo avuto la possibilità di raccontarci a tanti giovani. Nel nostro caso poi il progetto ci ha dato un aiuto prezioso perché questi splendidi studenti hanno realizzato tane e nidi funzionali, realizzati in modo professionale. Il progetto offre ai ragazzi l’opportunità di conoscere il mondo del volontariato in modo interattivo e a noi dà una possibilità concreta di farci conoscere e sensibilizzare i giovani.”
Il progetto ‘Un asso nella scuola’ nasce dall’idea di trovare un percorso efficace ed efficiente ai giovani studenti nel mondo del volontariato, associando la scuola ad una realtà solidaristica in linea con il percorso curriculare. Il progetto si basa sull’apprendimento esperienziale, in quanto, attraverso l’azione e la sperimentazione di compiti e ruoli in cui il soggetto diventa protagonista, i ragazzi acquisiscono e consolidano le proprie conoscenze.

La presentazione dei lavori

Con il contributo di un’offerta minima di € 5,00 più spese di spedizione è possibile acquistare il calendario fotografico del C.R.A.S. di Bernezzo e della sede distaccata di Novello per l’anno 2016, dedicato ad alcuni tra gli ospiti del Centro.

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Calendario 2016

Relazione annuale 2012

É stata pubblicata la relazione annuale per il 2012, la cui copertina è dedicata alla martora (Marte martes) liberata lo scorso autunno nel Parco del Po Cuneese, consultabile in formato digitale nel box riportato qui sotto o direttamente scaricabile dal sito www.recuperoselvatici.it.

Liberazione di Martora nel Parco del Po Cuneese

Giovedì 15 Novembre è in programma, da parte del Parco del Po Cuneese in collaborazione con il Centro Recupero Animali Selvatici, il rilascio di un giovane esemplare femmina di martora (Martes martes).
L’animale è stato ritrovato qualche tempo fa, ancora cucciolo e con gli occhi chiusi, da un cittadino. L’ipotesi più probabile è che il piccolo sia rimasto solo perché la madre non è riuscita a spostarlo da un rifugio all’altro, come questi animali sono soliti fare. Portata al Cras, la piccola martora è stata tenuta in incubatrice, allattata con latte apposito e poi svezzata man mano che cresceva.
È ora finalmente giunto il momento per liberarla e farla tornare a vivere in natura nei boschi di Staffarda nel comune di Revello. All’evento assisteranno le classi II elementare della scuola primaria di Villafranca Piemonte, precedentemente preparate sull’animale e sul suo ambiente dal Servizio Didattica. Un’occasione unica per osservare un animale poco conosciuto e di cui restano pochi esemplari.
La martora infatti è un mustelide divenuto ormai molto raro nei nostri territori, tant’è che si trova nella lista rossa delle specie a rischio di estinzione. La martora è un’animale prevalentemente carnivoro, che tuttavia non disdegna di cibarsi di bacche e frutti disponibili nel territorio in cui vive, che si estende, per le femmine di questa specie, su un raggio di circa 6/7 km quadrati.
E’ un animale di medie dimensioni, di corporazione snella ed allungata, con una lunga coda che serve a bilanciare il movimento, caratteristiche che lo rendono adatto alla vita sugli alberi; molto simile alla faina, si distingue per la presenza di una grande macchia giallastra nella regione della gola.
La liberazione dell’animale è stata organizzata dal Servizio Vigilanza del Parco e sarà ripresa dalle telecamere di Rai Tre.

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