Indice di Ricerca: Liguria


L’Ente Aree Protette Alpi Marittime in collaborazione con il CRAS, il Parco Fluviale Gesso e Stura e la Provincia di Cuneo propongono un’escursione con il guardaparco Mario Dalmasso e la naturalista Beatrice Gammino tra le borgate di Andonno, nel Comune di Valdieri, in quei boschi che potrebbero tornare ad essere abitati dal gatto selvatico. In questa occasione verrà presentata l’ambiziosa ricerca scientifica nel territorio cuneese, sulle tracce del felide con la coda ad anelli: il gatto selvatico europeo (Felis silvestris silvestris) è ricordato ancora oggi dagli abitanti dei borghi di media montagna, ambiente nel quale era diffuso fino agli anni ’70 del secolo scorso. Ritenuto animale ‘nocivo’, la sua distribuzione si è ridotta drasticamente, fino a essere considerato estinto nel Cuneese.

Nel 2017, due segnalazioni provenienti dalla Valle Roia e dall’Appennino Ligure-Piemontese riaccendono la speranza: possibile che qualche individuo sia presente anche sui versanti piemontesi? Mentre vi sono dati sulla popolazione dell’Italia centrale, in espansione verso la Liguria, e su quella dell’Italia nord-orientale, sono carenti dati recenti sullo stato della popolazione nell’Italia nord-occidentale. Ricercatori, Enti e volontari collaborano insieme a questo progetto, andando “Sulle tracce del gatto selvatico”, seguendo un piano di monitoraggio nelle zone del cuneese più idonee alla presenza del mammifero: la valle Gesso-Vermenagna, la valle Po e il Monregalese. Un tempo cacciato per la pelliccia e ricercato dai collezionisti, il gatto selvatico in Italia è protetto dalla Legge 157/1992 sulla caccia ed è inserito tra le specie di interesse comunitario che richiedono protezione rigorosa dal D.P.R. 357/1997: la specie è inclusa nell’Appendice II della CITES, nell’Appendice IV della Direttiva Habitat e nell’Appendice II della Convenzione di Berna: grazie a questa tutela si è scongiurata l’estinzione della specie.

Dopo le serate informative di quest’estate in Valle Tanaro, in Valle Stura e in Valle Gesso per conoscere meglio questo animale così elusivo, un primo appuntamento sul campo è fissato per domenica 13 novembre, ad Andonno, frazione di Valdieri, alle ore 9, nei pressi del posteggio del Ristorante Ruota 2, con rientro intorno alle 16.

La passeggiata si snoderà lungo un percorso adatto a tutti, con uno sviluppo di circa 7 km e un dislivello totale di 500 m. E’ necessario indossare scarponcini e abbigliamento adatto per trekking da montagna ed essere muniti di borraccia con acqua e pranzo al sacco.

Il gatto selvatico è un felide carnivoro, elusivo e solitario: difficile osservarlo direttamente in natura e altrettanto difficile distinguere i segni della sua presenza (escrementi e impronte) da quelli del suo cugino domestico. Il monitoraggio avviene utilizzando la tecnologia del fototrappolaggio, una tecnica che comporta una notevole spesa economica e sforzo umano.

Durante l’escursione verranno illustrati alcuni metodi di monitoraggio e ricerca adottati dai guardaparco per le attività di conservazione e studio della fauna selvatica.

Per partecipare all’escursione occorre acquistare un ticket del valore di 10 euro per gli adulti e 5 euro per i bambini/ragazzi fino a 12 anni compiuti: questo contributo permetterà l’acquisto del materiale necessario all’installazione delle fototrappole (pile, schede SD, sistemi di sicurezza anti-ladro) e di sostenere le spese degli eventi organizzati per promuovere la ricerca e la conoscenza di questo animale incredibile!

Modalità di prenotazione

Comunicare l’interesse a partecipare alla seguente e-mail: gattoselvaticocuneo@gmail.com indicando il numero dei partecipanti e l’età.
A seguito dell’invio di questa e-mail riceverete il link per acquistare il ticket.
In alternativa si può utilizzare il QR Code presente sulla sottostante locandina per raggiungere subito la pagina di acquisto del ticket.
La conferma alla partecipazione (fino ad un massimo di 30 persone) avverrà a seguito del pagamento del ticket di partecipazione (10 euro adulti, 5 euro per bambini/ragazzi fino a 12 anni compiuti) finalizzato alla raccolta fondi per il progetto “Sulle tracce del gatto selvatico”.
A tutti i bambini/ragazzi partecipanti sarà consegnato un gadget del Parco.

bianconepriola

Dall’edizione di Savona del quotidiano La Stampa di martedì 19 aprile 2016:

“Il rapace è stato trovato ferito nei boschi di Priola in val Tanaro: dall’anello di riconoscimento gli animalisti hanno scoperto che quattro anni fa era già stato soccorso ad Albisola

«Sono emozionato. È un evento raro». Non nasconde l’entusiasmo Remigio Luciano, responsabile del Centro recupero animali selvatici di Bernezzo (Cuneo), quando nella sede del Cras, è arrivato un ospite speciale: un biancone (Circaetus gallicus) o «aquila dei serpenti», tra le specie più rare in Europa. L’animale è stato raccolto, ferito, nei boschi di Priola, in alta val Tanaro, da un cacciatore che lo ha consegnato ai volontari della difesa animali di Garessio. All’arrivo nel Cras, la sorpresa. «Il biancone, una femmina adulta, ha l’anello di riconoscimento – spiega il responsabile. Abbiamo scoperto che è lo stesso animale trovato nel 2012, debilitato e con un problema alla pupilla destra, ad Albisola Superiore dalla Protezione Animali di Savona che, dopo le prime cure ce l’aveva consegnato il 29 settembre di quell’anno. Ristabilito, lo avevamo liberato a Castelmagno il 26 maggio 2013». Ebbene, a tre anni di distanza e dopo essere migrato ogni autunno verso l’Africa, dove “sverna”, in quanto la sua dieta preferita è composta di ofidi, sauri ed insetti, il rapace è tornato nella stessa zona, a pochi chilometri di distanza. Qui ancora una volta si è ferito ed è stato consegnato al CRAS di Bernezzo. Ora il biancone ha un trauma da urto, è debilitato e ancora con problemi alla pupilla destra. Resta in osservazione, nella speranza che il danno non sia stato causato dai fili dell’alta tensione e che possa quindi essere liberato al più presto, per poter nidificare. «Un evento singolare – osservano gli zoofili – ma sempre meno raro, di concreta difesa della biodiversità e di animali rari, grazie all’attività ed alla collaborazione di associazioni private di volontari come ENPA Savona e CRAS Bernezzo, mentre le istituzioni che per legge dovrebbero provvedere al soccorso della fauna selvatica continuano a latitare; in Liguria è compito della Regione, mentre nel Parco regionale del Beigua, che ogni anno festeggia il passaggio dei bianconi, a soccorrere i feriti sono solo i volontari dell’Enpa, anche dopo che la convenzione, di poche centinaia di euro che la presidenza del 2012 aveva riconosciuto, non viene più rinnovata dal nuovo presidente».

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