Indice di Ricerca: erinaceidi


Con un’offerta minima di € 5,00 più spese di spedizione è possibile acquistare il calendario fotografico del C.R.A.S. per l’anno 2018, intitolato Piccoli Selvatici Crescono…, dedicato ai cuccioli ospiti della sede principale di Bernezzo e delle sedi distaccate La Ninna di Novello e Centro Tartarughe di Sommariva Perno.

Ordina via E-mail

Dal magazine online LifeGate/a>:

Massimo Vacchetta, il mio amore per i ricci in 25 grammi di felicità

ANIMALI di BRUNELLA PACIELLO

La storia del Centro recupero ricci “la Ninna”, dedicato alla riccia (Erinaceus europaeus) trovata dal veterinario che nei 25 grammi di quest’orfana ha scoperto l’amore per un animale che ha bisogno di protezione.

L’amore per questi animali è nato con una piccola riccia trovata in giardino. Un’orfanella piccolissima – solo 25 grammi – disidratata, quasi morente. Il veterinario Massimo Vacchetta (professionista attento al suo aspetto fisico, vagamente insoddisfatto del suo lavoro, incerto sulla strada professionale da prendere) ha una folgorazione. E si dedica al piccolo essere anima e corpo, dando una svolta alla sua vita e alla sua professione.
La piccola riccia si salva, anche se attraversa vicissitudini e porta angosce e ansie a Vacchetta che, come molti veterinari, non conosce bene il mondo dei ricci e ne apprende le regole misteriose di volta in volta. La riccia viene chiamata Ninna e dà inizio a un nuovo capitolo della vita di Vacchetta, conosciuto ormai come il San Francesco dei ricci perché responsabile del Centro recupero ricci “la Ninna”, sezione erinacei del Cras (Centro recuperi animali selvatici) di Bernezzo, nel Cuneese. E Ninna è diventata anche protagonista del libro 25 Grammi di Felicità(Sperling e Kupfer editore), scritto da Vacchetta assieme alla giornalista Antonella Tomaselli.

Il mondo segreto dei ricci

I ricci sono piccole creature indifese, e in Italia sono una specie protetta. Da Vacchetta arrivano spesso animali moribondi, affetti da gravi patologie, bisognosi di aiuto immediato. Quanto costa curarli? “Tantissimo – racconta il veterinario – e se non fosse per la grande generosità delle persone sarebbe impossibile andare avanti. Ogni anno nel nostro paese circa 100mila ricci vengono schiacciati dalle auto di notte. Poi ci sono le ferite provocate dai decespugliatori, dai lumachicidi, dalle aggressioni provocate da altri animali”. Un aiuto viene anche dalle adozioni a distanza.
In oltre due anni Vacchetta ha curato circa 150 ricci arrivati da ogni parte d’Italia, portati dalle persone che li hanno trovati o dalla Forestale. “La mortalità – spiega – è stata meno del 10 per cento. Ma i ricci bisogna conoscerli e saperli curare. Ora ho solo un microscopio e per le ecografie, le analisi e le lastre mi devo rivolgere ai colleghi veterinari. Con i volontari che mi aiutano nel Centro stiamo cercando di realizzare un pronto soccorso per i ricci e una sala di degenza nella stalla di casa mia che si affaccia sul cortile”. Perché Vacchetta i ricci li tiene anche in casa, curati nei trasportino per gatti o per cani di piccole dimensioni, seguiti passo passo nelle malattie che li affliggono.
Ed ecco il riccio con danni cerebrali, derivati probabilmente dal trauma subito da un investimento; c’è quello che ha solo tre zampe ma si ingegna a condurre una vita normale; ci sono i gemelli ritrovati a Trento che una meningite ha lasciato handicappati, e così via, in un susseguirsi di storie, malattie e incidenti, molti dei quali potrebbero essere evitati se l’incuria dell’uomo verso questi piccoli esseri fosse minore.
Il Centro “la Ninna” si avvale della collaborazione di veterinari specializzati in ricci in Olanda e Inghilterra. Il Centro è collegato online con il Centro ricci di Aarhus in Danimarca, gestito da Dorthe Madsen, amica di Vacchetta da molti anni e, come lui, appassionata studiosa del mondo di questi piccoli esseri. “Collaboriamo molto anche con la Gran Bretagna – aggiunge il veterinario – dove i ricci sono seguiti e curati con tecniche specifiche. Il nostro riferimento è l’esperto inglese Pat Morris”.
Con la storia della tenera Ninna, che cambia la vita del veterinario Vacchetta, e aiuta quelli della sua specie a trovare un posto più grande nel cuore delle persone, si stende la vicenda umana e professionale raccontata in 25 Grammi di Felicità. Un libro che si legge tutto di un fiato, pieno di vicende animali e umane che si intrecciano e si intersecano in un caleidoscopio di sensazioni e spunti che raccontano di un mondo diverso e tutto da scoprire.
Perché il riccio è una delle vittime della nostra odierna civiltà. Basterebbe poco per equilibrare un ecosistema che trova in questi piccoli esseri un grosso aiuto e un grande contributo. E che noi indaffarati umani alla ricerca del nulla non riusciamo a comprendere e a valorizzare. L’opera di Vacchetta è anche questa: un piccolo, ma importante, tassello per un mondo migliore e più giusto verso tutte le specie che lo abitano.

Quattro ricci (Erinaceus europaeus) recuperati con la mamma l’anno scorso e cresciuti al CRAS sono stati i protagonisti di questa liberazione presso l’Orto didattico del Parco fluviale Gesso e Stura, a cui hanno assistito anche degli alunni delle primarie e i ragazzi del Servizio Civile Nazionale del Parco. La liberazione è avvenuta per mano dei nostri volontari di SCN Laura, Ester, Sofia e Jacopo e ad essa sono seguiti un tour guidato della Casa del Fiume e un giro in bici dello stesso!

É stata pubblicata la relazione annuale per il 2016, la cui copertina è dedicata al gufo reale (Bubo bubo), di cui ben due esemplari sono giunti al Centro nel corso dell’anno passato… insieme ad altri 1113 animali!
Oltre ad un complesso intervento veterinario su uno dei suddetti rapaci, sono stati altresì eseguiti interventi, fra gli altri, su caprioli (Capreolus capreolus), gheppi (Falco tinnunculus), tassi (Meles meles) e testuggini palustri (Emys orbicularis).
Sono proseguiti i lavori di sistemazione ed ampliamento delle sedi distaccate, con la realizzazione di una nuova struttura per erinacei a Novello e la riqualificazione dei laghi a Sommariva Perno.
Nella sede centrale di Bernezzo sono stati predisposti gli adeguamenti strutturali richiesti dal Ministero dell’Ambiente.
Infine, nel corso del 2016 numerosi animali hanno potuto ritrovare la via verso la libertà, fra cui caprioli, falchi pesciaioli (Pernis apivorus) e martore (Martes martes).

25 Grammi di Felicità

25-grammi

Dal 31 ottobre scorso è disponibile in libreria ed online su Amazon il libro “25 grammi di felicità – Come un piccolo riccio può cambiarti la vita”, realizzato dal Dott. Massimo Vacchetta con Antonella Tomaselli ed edito da Sperling & Kupfer.
Il libro racconta la catartica esperienza vissuta dal medico veterinario in seguito al fortuito incontro con una minuscola femmina di riccio (Erinaceus europaeus) in difficoltà, culminata nell’apertura e gestione della sede distaccata del C.R.A.S. “Gli Amici della Ninna“, ubicata a Novello in Via Regina Margherita n. 1.

donnola-23-08-2016

Il recente rafforzamento della collaborazione intessuta dal Centro con il Parco fluviale Gesso e Stura ha permesso di liberare nell’area naturale numerosi animali curati e riabilitati al CRAS di Bernezzo.
In particolare, in compagnia degli operatori del Parco sono stati rilasciati una civetta (Athene noctua), una donnola (Mustela nivalis, un gufo comune (Asio otus), due faine (Martes foina), tre tortore dal collare (Streptopelia decaocto), quattordici ricci (Erinaceus europaeus) e diciassette gazze (Pica pica).
Durante il 2016 sono stati altresì rilasciati un astore (Accipiter gentilis), un colombaccio (Columba palumbus), un codirosso comune (Phoenicurus phoenicurus), un lodolaio (Falco subbuteo), una poiana (Buteo buteo), uno sparviere (Accipiter nisus), due caprioli (Capreolus capreolus), due cornacchie (Corvus corone), tre assioli (Otus scops), tre merli (Turdus merula), quattro codirossi spazzacamino (Phoenicurus ochruros), cinque gheppi (Falco tinnunculus) e sette minilepri (Sylvilagus floridanus).
Un’altra civetta, due gufi ed altri dieci caprioli sono stati ancora liberati nella riserva naturale orientata Oasi della Madonnina

logo effimera

Pubblichiamo qui di seguito il video realizzato dagli amici dell’Associazione culturale Effimera che racconta quanto svolto durante lo scorso anno scolastico, anche grazie al supporto fornito dal Centro Recupero Animali Selvatici.
L’associazione è ora pronta a ripartire con nuovi progetti di educazione ambientale, che verranno realizzati in collaborazione col CRAS.

I ragazzi con docenti e volontari

Arrivano i primi risultati per il progetto Un asso nella scuola promosso dal Centro Servizi per il Volontariato Società Solidale, ad inizio anno scolastico, alle scuole di istruzione superiore e alle associazioni del cuneese.
Una delle collaborazioni più attive è quella tra l’Associazione C.R.A.S. di Bernezzo e le Scuole professionali San Carlo. Il sodalizio aveva chiesto agli studenti della classe seconda di realizzare nidi e strutture per accogliere la civetta (Athene noctua), i piccoli uccelli inseparabili (Agapornis sp.), i barbagianni (Tyto alba) ed i gufi (Asio otus). Inoltre sono stati realizzati ricoveri per piccoli mammiferi (ricci (Erinaceus europaeus), faine (Martes foina), martore (Martes martes) e volpi (Vulpes vulpes), e una libreria didattica in ciliegio (Prunus avium) per l’aula didattica del centro C.R.A.S. In questi mesi i 15 studenti, guidati dal Prof. Aurelio Andreis, hanno realizzato i nidi e le tane per gli animali, curandole in ogni dettaglio.
Questa collaborazione ha permesso ai giovani di sviluppare delle competenze e di conoscere il mondo del volontariato.
Spiega Elena Giraudo, referente per le scuole San Carlo del progetto: “Siamo molto contenti di aver aderito alla proposta del Centro Servizi e di aver potuto conoscere l’associazione C.R.A.S. Stiamo portando avanti una splendida collaborazione su più fronti: oltre ai manufatti lignei, i ragazzi hanno tradotto delle schede tecniche in inglese sugli ospiti dell’associazione ed abbiamo scritto racconti illustrati sugli animali che servono a testimoniare l’importante lavoro del C.R.A.S. Tutto questo permette ai nostri studenti di sentirsi davvero coinvolti e li mette in contatto con realtà spesso a loro sconosciute.”
“Grazie al progetto Un asso nella scuola – spiega Elisa Marino, volontaria del C.R.A.S. Bernezzo – abbiamo avuto la possibilità di raccontarci a tanti giovani. Nel nostro caso poi il progetto ci ha dato un aiuto prezioso perché questi splendidi studenti hanno realizzato tane e nidi funzionali, realizzati in modo professionale. Il progetto offre ai ragazzi l’opportunità di conoscere il mondo del volontariato in modo interattivo e a noi dà una possibilità concreta di farci conoscere e sensibilizzare i giovani.”
Il progetto ‘Un asso nella scuola’ nasce dall’idea di trovare un percorso efficace ed efficiente ai giovani studenti nel mondo del volontariato, associando la scuola ad una realtà solidaristica in linea con il percorso curriculare. Il progetto si basa sull’apprendimento esperienziale, in quanto, attraverso l’azione e la sperimentazione di compiti e ruoli in cui il soggetto diventa protagonista, i ragazzi acquisiscono e consolidano le proprie conoscenze.

La presentazione dei lavori

Dal quotidiano La Stampa di sabato 20 febbraio 2016:

La Stampa 20-02-2016

Photogallery del Centro Ricci La Ninna su La StampaTV – Cuneo.

Realizzato grazie a WordPress | Tema: Motion di 85ideas | Copyright © Centro Recupero Animali Selvatici | Tutti i Diritti Riservati.
  • RSS
  • Facebook
  • Flickr
  • DeviantArt
  • YouTube

Continuando ad utilizzare il sito, acconsentite all'utilizzo dei cookie. maggiori informazioni

Le impostazioni di questo sito permettono i cookie per darvi la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando ad utilizzare questo sito senza modificare le vostre impostazioni dei cookie o cliccando il sottostante bottone 'Accetto' acconsentite alle suddette impostazioni.

Chiudi