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I Regali di Natale del C.R.A.S.

Con l’avvicinarsi del Natale, vi proponiamo alcune idee regalo per sostenere l’associazione Centro Recupero Animali Selvatici e contribuire così alla salvaguardia della fauna selvatica.
Tutti gli articoli elencati possono essere ordinati ai consueti recapiti telefonici o via e-mail e ritirati direttamente presso la sede principale del Centro a Bernezzo in Via Alpi n. 25, oppure spediti a mezzo posta, con costi da determinare in base ai singoli ordinativi.

Con quote giornaliere variabili dal tipo di animale, potete adottare a distanza uno dei nostri ospiti. Potrete seguire la sua guarigione e sarete invitati alla sua liberazione. Se è fra gli animali non liberabili potrete, secondo le modalità indicate dagli Operatori del Centro, passare del tempo con lui. In questo modo si contribuisce al sostentamento del Centro con il puro costo dell’alimentazione giornaliera e l’affitto delle strutture, vista la gratuità del servizio svolto da volontari. L’adottante riceverà via e-mail il relativo certificato di adozione, con la fotografia dell’animale adottato, e verrà tenuto informato sulle variazioni di salute o del suo eventuale decesso.

Adottare un animale non è difficile: basta contattare il Centro ai consueti recapiti o, se possibile, recandovisi di persona, per individuare gli animali attualmente adottabili. Una volta saputa la storia dell’animale e quando la decisione sarà definitiva, verrà stipulato un contratto di adozione a distanza, che ci aiuterà a contribuire al benessere dell’animale.

A questo punto viene versato il contributo (mensile, trimestrale, semestrale o annuale), che può essere in contanti, con assegno o con versamento sul conto corrente bancario, utilizzando i dati riportati nel box a fianco. Nei limiti previsti dalla Legge, le adozioni sono deducibili.

Eccovi di seguito una tabella esemplificativa dei costi d’adozione per categoria di specie. Eventuali casi particolari potranno essere comunque concordati coi responsabili del Centro.

Tipo di Animale Costo Mensile
Passeriformi € 10,00
Rapaci Piccoli € 15,00
Rapaci Grandi € 20,00
Mammiferi Medi & Piccoli € 20,00
Mammiferi Grandi €30,00

Maggiori Informazioni


Tesseramento

L’iscrizione annuale, oltre a contribuire sensibilmente al benessere degli animali ospitati, conferisce il diritto di partecipazione all’Assemblea Sociale, nonché la possibilità di accedere alle sedi del CRAS, essere informati, aggiornati e coinvolti nelle attività del Centro.
I soci ordinari partecipano attivamente alle iniziative dell’Associazione tramite forme di attivismo a distanza, anche in modo saltuario, e frequentano corsi di aggiornamento per il recupero, la salvaguardia ed il benessere della fauna selvatica.


Calendario del C.R.A.S. 2018

Con un’offerta minima di € 5,00 più eventuali spese di spedizione è possibile acquistare Piccoli Selvatici Crescono…, il calendario fotografico del C.R.A.S. per l’anno 2018, dedicato ai cuccioli del Centro.

Ordina via E-mail


Libro Tutti No, Ma Questo Sì di Elisa & Sonia Ricci

Edito dalla casa editrice Araba Fenice, “Tutti no, ma questo sì” è un libro illustrato per ragazzi, realizzato da Elisa e Sonia Ricci, che racconta una storia sull’amicizia tra uomini ed animali per grandi e piccini, basato sulle esperienze realmente vissute dalle autrici al C.R.A.S. di Bernezzo, a cui sarà devoluto il ricavato dalla vendita di ciascuna copia, al prezzo di € 13,00 più eventuali spese di spedizione.

 

 

 

 

 

 


Libro Il Viaggio di Sebastian

Il viaggio di Sebastian”, scritto ed illustrato dagli studenti delle Scuole Tecniche San Carlo di Cuneo, è un libro che accompagna i bambini nel mondo degli animali selvatici, in compagnia dello scoiattolo Sebastian per conoscere l’importanza della fauna ed il ruolo del Centro Recupero Animali Selvatici di Bernezzo.
Con un’offerta libera, può essere ritirato direttamente presso la sede del Centro o spedito a mezzo posta.

 

 

 

 

 

 


Libro Quattro Scimmie a Cuneo

Edito dalla casa editrice Triskel, “Quattro scimmie a Cuneo” narra le esperienze di amicizia interspecie e miglioramento del benessere psicosociale vissute al C.R.A.S. dalla Dott.ssa Mariangela Ferrero, psicologa e psicoterapeuta che si occupa del miglioramento del benessere psicologico e relazionale dei primati nelle condizioni di cattività e post-traumatiche. In particolare, racconta la storia della relazione affettiva sviluppata dall’autrice con quattro bertucce (Macaca sylvanus): Gepu, Striscia, Ciccio e Citina. Individui dalla psicologia e socialità complesse, orfani, maltrattati e privati della libertà, con i quali l’autrice ha vissuto e tuttora condivide tante e diverse emozioni. Il libro può essere ritirato o ordinato alla sede di Bernezzo al prezzo di € 14,00 più eventuali spese di spedizione.

 

 


Bomboniere, Inviti & Segnaposti

Grazie all’idea delle talentuose sorelle autrici del libro “Tutti no, ma questo sì” Elisa e Sonia Ricci, se siete una coppia in procinto di sposarsi o avete in programma un evento da celebrare, potete scegliere bomboniere, inviti e segnaposto solidali, realizzati interamente a mano e personalizzabili, il cui ricavato dalla vendita verrà devoluto totalmente al C.R.A.S.! Un gesto benefico da portare nel cuore per rendere un’occasione speciale ancora più unica!

 

 

 


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Quattro Scimmie a Cuneo

É disponibile online ed in alcune librerie del territorio piemontese il libro Quattro Scimmie a Cuneo, edito da Triskel e scritto dalla Dott.ssa Mariangela Ferrero, psicologa e psicoterapeuta che si occupa del miglioramento del benessere psicologico e relazionale dei primati nelle condizioni di cattività e post-traumatiche, in Italia ed all’estero.
L’opera, che porta come sottotitolo “Esperienze di amicizia interspecie e di miglioramento del benessere psicosociale con i Macaca sylvanus al C.R.A.S. di Bernezzo”, nasce dall’esperienza dell’Autrice sviluppata presso il C.R.A.S. di Bernezzo e racconta la storia della sua relazione affettiva con quattro bertucce: Gepu, Striscia, Ciccio e Citina. Individui dalla psicologia e socialità complesse, orfani, maltrattati e privati della libertà, con i quali l’Autrice ha vissuto e tuttora condivide tante e diverse emozioni. Il libro può essere ordinato anche contattando il Centro ai suindicati recapiti.

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Dal sito di LifeGate di venerdì 9 settembre 2016:

Una giornata al Cras di Bernezzo, là dove si curano le aquile
BRUNELLA PACIELLO

Nel Centro Recupero Animali Selvatici di Bernezzo si curano e restituiscono alla vita esemplari della fauna selvatica italiana. Dalle aquile ai cerbiatti.

Fra le montagne di Cuneo si narra ancora una vicenda che ha per protagonista una cerbiatta, salvata da piccola e da dodici anni ospite del Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) di Bernezzo gestito da Remigio Luciano, un eroe contemporaneo che sta ‘dalla parte degli animali’ e salva e accudisce esemplari selvatici di ogni taglia e specie. Sono più di 1.200 i salvataggi che il CRAS di Bernezzo porta a termine ogni anno: dalle volpi (Vulpes vulpes) ai cervi (Cervus elaphus), passando per rapaci di ogni specie e dimensione. Nato nel 1985, il Centro sorge fra le montagne di Bernezzo, un piccolo centro sulle montagne che circondano Cuneo. Luciano, a quei tempi, era il gestore dello zoo della cittadina piemontese, poi smantellato perché il Comune non rinnovò la convenzione. Il grande rischio dell’operazione fu, come sempre, a carico degli animali. C’era la paura che potessero essere abbattuti o finire in cattive mani. “La mia famiglia però – narra oggi Luciano – possedeva una casa a Bernezzo ed è lì che trasferimmo gli esemplari dello zoo, dando loro riparo e assistenza”.

Il CRAS e gli animali selvatici
Il CRAS di Bernezzo è uno dei centri di recupero in Italia dove vengono ospitati e curati animali selvatici di ogni tipo. Nel Centro, oltre a Luciano Remigio che ne è il responsabile, lavorano due persone part time (Matteo Parola ed Elisa Marino) e altre quattro attraverso il Servizio civile nazionale.
“Ci avvaliamo – continua Luciano – anche di tre veterinari che operano gratuitamente a seconda delle competenze professionali visto che gli animali ‘salvati’ dal CRAS sono di specie diverse e necessitano di cure differenti e specialistiche”. Nel 2001 la Provincia di Cuneo ha autorizzato il Centro a operare per il salvataggio e la custodia dei selvatici.
“Il Cras dovrebbe essere interamente sovvenzionato dalle istituzioni dello Stato che si occupano di tutelare la fauna. Purtroppo ciò non avviene regolarmente così a volte passano anni senza ricevere alcun compenso per le spese vive. Riusciamo a sopravvivere grazie all’intervento di alcuni Comuni, alle donazioni dei privati e al 5×1000 che per noi è davvero una boccata d’ossigeno”.

Aquile e falchi, martore e cerbiatti
Le specie soccorse e curate sono davvero tante. “I pericoli per i selvatici sono molti – aggiunge Luciano –, dall’inquinamento ai pesticidi, dalla caccia ai fili dell’alta tensione, dalle auto alle tagliole e veleni. Poi ci sono i bocconi intrisi di veleno lasciati sul terreno per i lupi (Canis lupus) che contribuiscono ad avvelenare i rapaci e gli altri volatili della zona”.
Le storie dei rapaci recuperati si rincorrono nei racconti di Luciano, tra vicende tragiche e felici, animali che non ce l’hanno fatta e altri che si sono salvati. Un esemplare di aquila reale (Aquila chrysaetos) è stato recuperato in val di Maira, un’altra in valle Stura. Entrambe le aquile erano fortemente debilitate e denutrite. Non ce l’hanno fatta nonostante le cure amorevoli dei volontari e dei veterinari del centro. Si è salvato invece un biancone (Circaetus gallicus), la cosiddetta aquila dei serpenti, trovato ferito in val Tanaro. Dopo le cure (aveva un problema alla pupilla) è stato restituito ai cieli della valle.
Per Luciano ogni animale ha una storia, una vicenda che si snoda nel tempo. C’è il picchio nero (Dryocopus martius), la faina (Martes foina) e la simpatica averla (Lanius sp.). Persino una scimmietta (Macaca sylvanus), Citina, è stata ritrovata legata a un’antenna della tv in un palazzo a Cuneo e prontamente recuperata e curata.
“Salviamo gli animali, organizziamo iniziative didattiche”, conclude Remigio Luciano. “Siamo un buon punto di monitoraggio della fauna. Amiamo quello che facciamo e ogni salvataggio è una soddisfazione, Una vittoria per chi ama il territorio e i suoi abitanti”.

La storia della cerva Minerva
La cerbiatta Minerva è la mascotte del CRAS. Ritrovata cucciola di pochi giorni, con ferite e una parziale amputazione dell’arto sinistro. È stata soccorsa e ricoverata al Centro, sottoposta a una delicata operazione che però non le ha salvato la zampina. Un socio del CRAS la portò a casa appena guarita, le costruì una capanna con una soffice lettiera nel parco che circondava la sua villa in montagna Minerva, però, non si adattò e soffriva per la lontananza dal Centro e dai suoi salvatori. Rifiutava di mangiare e si lamentava costantemente. Preoccupati per la sua salute Luciano e i veterinari la riportarono indietro nella sua vecchia stalla.
Da allora sono trascorsi dodici anni. Oggi Minerva accoglie i visitatori del Centro, affabile e curiosa, trascinandosi dietro il suo arto inutilizzato. Dà il suo personale benvenuto ai nuovi ospiti e ogni giorno le vengono riservate ghiottonerie e carezze. “Resterà sempre con noi a simboleggiare le nostre vittorie e a testimoniare la gratitudine che ci riservano questi piccoli amici”.

É stata pubblicata la relazione annuale per il 2014, la cui copertina è dedicata ad una cucciolata di volpi (Vulpes vulpes) allevate e curate dal Centro, consultabile in formato digitale nel box riportato qui sotto.
L’anno appena trascorso è stato testimone dell’inaugurazione della sede distaccata La Ninna di Novello, specializzata nel recupero degli Erinacei, nonché dell’ampliamento della struttura per primati, che attualmente ospita quattro esemplari di bertuccia (Macaca sylvanus) e della realizzazione della nuova aula didattica.
In ambito veterinario sono stati eseguiti numerosi interventi chirurgici ed ortopedici, riguardanti soprattutto ungulati e rapaci.
Tra gli animali liberati si ricordano in particolare un porciglione (Rallus aquaticus), una rondine montana (Ptyonoprogne rupestris) ed un tarabusino (Ixobrychus minutus).

Ultimato l’Ampliamento della Struttura per Primati

struttura

Grazie al fattivo contributo dei soci, dei volontari e dei sostenitori tutti, è stato finalmente ultimato l’ampliamento della struttura di contenimento per primati del Centro.

Oltre ad essere stati allestiti coi consueti arricchimenti ambientali, i nuovi spazi sono stati altresì dotati di elementi di stimoli cognitivo e ricreativo, e potranno così migliorare le condizioni di vita dei quattro esemplari di bertuccia (Macaca sylvanus) attualmente ricoverate presso il C.R.A.S. di Bernezzo.

Le Scimmie del CRAS di Bernezzo

A supporto della campagna dedicata al progetto di ampliamento e miglioramento della struttura per i primati ospitati al Centro, gli amici di SOS Gaia hanno realizzato il seguente filmato, trasmesso dall’emittente televisiva regionale Rete7.

Conferenza Ben Essere Scimmie

S’invitano i soci e gli amici del Centro alla conferenza Ben Essere Scimmie – Diritto, Simbolismo e Psiche dei Primati Non Umani, prevista per venerdì 30 maggio 2014 all’Istituto Avogadro di Torino al Corso San Maurizio n. 8.

Il convegno vedrà la partecipazione, fra i relatori, del responsabile Luciano Remigio e la Dott.ssa Mariangela Ferrero, psicologa-psicoterapeuta ed esperta in primati non umani, che si prende cura del benessere psicosociale dei macachi fin dal loro arrivo al Centro e che ha individuato, insieme allo staff del CRAS, le implementazioni che dovrebbero migliorare le condizioni della loro vita in cattività.

Il progetto di ampliamento e miglioramento della struttura destinata ai primati presso il CRAS di Bernezzo sta acquisendo fattibilità grazie al contributo offerto dalla stessa Dott.ssa Mariangela Ferrero, alle donazioni dei privati che hanno partecipato all’evento Pasquetta al CRAS ed alla generosa ed importante donazione giunta da parte dell’Associazione Animalista SOS GAIA.
I fondi sinora raccolti grazie alla sensibilità ed all’impegno concreto dei sostenitori permetteranno di passare al più presto alla fase operativa del progetto, con l’acquisto dei primi materiali per le nuove strutture.

Benessere scimmie

Le Macaca Sylvanus Ospitate al CRAS

Dalla rivista online Shan Newspaper di giovedì 8 maggio 2014:

“Rispetto per ogni forma di vita: Visita al Centro Recupero Animali Selvatici di Cuneo

Tutto ciò che nasce, vive, si riproduce ed infine muore è un essere vivente: tutti meritano il massimo rispetto”. Questo è lo spirito del Centro Recupero Animali Selvatici di Bernezzo (Cuneo) ed è lo slogan che troviamo nei volantini distribuiti dal Centro.

Il CRAS di Cuneo nasce da un’iniziativa di Remigio Luciano, fondatore del Centro, che ha dedicato tutta la sua vita all’aiuto agli animali. Il CRAS è l’unico centro in Italia che si occupa indiscriminatamente di qualsiasi tipo di fauna autoctona in difficoltà. “Non sono panda, né tigri, né balene.” recita il depliant “Gli animali selvatici di cui ci occupiamo vivono vicino a noi. La loro esistenza è parte integrante dell’ambiente in cui viviamo. Essi non chiederebbero altro che di essere lasciati in pace nel loro habitat naturale. Anche l’essere apparentemente più insignificante ha un ruolo preciso nel ciclo vitale, sconosciuto ai più ed anche a coloro che talvolta ne decidono sbrigativamente la distruzione, per poco lungimiranti interessi a breve termine…”

I pericoli a cui sono esposti gli animali selvatici sono molteplici: la caccia, il traffico stradale, i fili dell’alta tensione, ma anche l’inquinamento, i pesticidi, oppure criminali avvelenamenti e tagliole.

Una scimmia nella attuale struttura del Centro

Il Centro interviene con cure veterinarie, lunghe terapie di rieducazione, estenuanti fasi di riadattamento alla vita selvatica. La più grande soddisfazione per i gestori del Centro è vedere l’animale assistito mentre recupera la sua libertà, vederlo ripartire con i suoi simili, nel suo ambiente. Spesso questo implica il coraggio di dimenticare l’affetto che si è creato ed è necessario insegnargli a diffidare della prima fonte dei suoi guai, l’uomo.

Non sempre però è possibile restituire la libertà agli esseri assistiti dal Centro. C’è chi non riesce a tornare alla vita libera oppure non è reintroducibile perchè esotico: in questo caso Remigio Luciano e i suoi volontari cercano di regalare almeno un po’ di serenità e di benessere in un luogo sicuro.

È il caso di piccolo gruppo di bertucce (Macaca sylvanus), sequestrate dalle autorità per detenzione illegale e che purtroppo non possono essere reintrodotte in natura. Le scimmie necessitano di cure specifiche sia in senso concreto che relazionale e questi individui in particolare, come spesso accade nel caso di animali in cattività, hanno storie personali molto difficili e traumatiche.

Mariangela Ferrero, psicologa, psicoterapeuta ed esperta in primati non umani, si è presa cura del benessere psicosociale dei macachi fin dal loro arrivo al Centro, sette anni fa. “Queste scimmie, Macaca sylvanus, comunemente dette bertucce o macachi delle rocce – racconta la dottoressa Ferrero – arrivano da Marocco, Algeria e Tunisia, dove normalmente vivono, ad un’altezza che va dai 1.600 ai 2.100 metri. Normalmente i bracconieri rapiscono i cuccioli uccidendo le madri, che li proteggono e se ne prendono cura costantemente, quindi tutti i cuccioli di solito assistono all’uccisione della madre e vengono presi quando sono attaccati al corpo della madre, e assistono normalmente anche all’uccisione di buona parte del gruppo, che li difende strenuamente.”

Un piccolo di camoscio salvato dal CRAS

Chiediamo a Mariangela Ferrero di parlarci del suo rapporto con questi primati: “Si è creato un rapporto di fiducia, di rispetto e anche un rapporto molto affettivo. Ci sono molto segnali di amicizia, ad esempio ci scambiamo il grooming, che comunemente è conosciuto come lo spulciare, in realtà è un po’ pregiudizievole questo termine poiché le scimmie solitamente non hanno pulci o insetti, in realtà normalmente con il grooming vengono tolte le cellule morte. Ma soprattutto è un segno d’affetto ed è il modo più importante che hanno per costruire, rafforzare e mantenere i legami sociali tra di loro e anche i legami e i ruoli gerarchici.”

Chiediamo a Mariangela se si sono create gelosia nei suoi confronti: “Sì, i primati provano tutto il range di emozioni che proviamo noi e quindi sono in grado di reciprocità, di empatia, di generosità e anche di gelosia, di aggressività, di invidia. Nei miei confronti ci sono state molte manifestazioni di gelosia perchè loro hanno una forte gerarchia, e per loro è molto importante che chi ha un ruolo gerarchico più elevato abbia la maggior parte delle attenzioni e delle risorse. Io per loro sono una risorsa e fonte di attenzione e di cure, mi sono occupata del loro maternage quando erano molto piccoli, e quindi abbiamo costruito una relazione importante dal punto di vista affettivo. Adesso coloro che sono più in alto in gerarchia difendono moltissimo il loro diritto ad avere la maggior parte delle mie attenzioni, delle mie cure, del cibo che porto loro, e si arrabbiano se io do attenzioni a qualcuno degli altri membri prima che loro abbiano dato il consenso a questo.”

Un’altra delle scimmie ospitate dal Centro

Queste scimmie arrivano tutte da storie drammatiche: “Gepu, il primo arrivato, aveva circa un anno e mezzo ed è stato trovato e recuperato in Val di Stura. È probabilmente scappato dal mezzo che lo trasportava per collocarlo in qualche abitazione privata. È stato trovato in un boschetto vicino alla tangenziale, dove era riuscito a sopravvivere per alcune settimane e ovviamente era molto impaurito. Citina è arrivata nelle condizioni peggiori, aveva soltanto sei mesi di età ed è un miracolo che sia riuscita a sopravvivere, perché è stata evidentemente allontanata dalla mamma. È stata trovata legata ad un’antenna parabolica, all’esterno, con un filo di nylon molto corto, di venti-trenta centimetri, senza né acqua né cibo. I proprietari erano in vacanza e lei ha strillato, strillato, le sue urla sono state sentite dalle persone nei dintorni. Quando è stata portata al centro era totalmente terrorizzata. Poi è arrivata Striscia, lasciata al Centro in una gabbia coperta da uno scatolone in una gelida notte d’inverno. Ciccio invece veniva tenuto da una famiglia in una piccolissima gabbia in una cantina e quando è arrivato, terrorizzato anche lui, dimostrava moltissimi comportamenti auto-lesivi e compulsivi”.

Ora queste scimmie sono tranquille e al sicuro e tra di loro si è creato un rapporto sociale che dà loro sicurezza, grazie soprattutto a Mariangela Ferrero, ma anche all’attenta gestione di Remigio Luciano.

Il progetto della struttura per l’ampliamento della zona delle scimmie

È proprio a lui che i primati ospitati dal Centro devono la qualità della loro vita sociale. Il responsabile del Centro infatti ha attivato un progetto di sterilizzazione innovativo per i primati, primo in Italia, che ora viene adottato anche da altri centri. Ci racconta Remigio Luciano: “Il sistema più semplice di sterilizzazione sarebbe stato quello della castrazione dei maschi che implica meno tempo per l’intervento ed è molto poco costoso. Ma il problema è che che le femmine non più soddisfatte sessualmente dai maschi, li schiavizzano e sovente provocano loro anche delle lesioni non indifferenti. Ho allora pensato alla vasectomia, tecnica mai applicata in Italia sui macachi e oltretutto molto costosa. Ma abbiamo abbinato l’intervento a una tesi di una studentessa laureanda e proceduto con la prima vasectomia a cura del professor Starvaggi e del professor Quaranta alla presenza di una classe di studenti venuti apposta ad assistere a questo intervento. Poi abbiamo effettuato la vasectomia sull’altro maschio ed ora abbiamo un gruppo di macachi che hanno tutte le caratteristiche fisiche e psichiche efficienti.”

Ora il Centro sta lavorando ad un progetto che permetterà un salto qualitativo a questa famiglia di scimmie. La dottoressa Ferrero, insieme allo staff del CRAS, sta individuando le caratteristiche delle strutture che dovrebbero migliorare le condizioni della loro vita in cattività.

Chiediamo a Remigio Luciano di illustrarci il progetto: “Avere due maschi nello stesso gruppo, un gruppo così limitato, dà dei problemi soprattutto perchè un maschio deve quasi sempre essere sottomesso all’altro. Quindi, su suggerimento della dottoressa Ferrero, abbiamo pensato di creare un sistema di passaggi, di piccoli corridoi di collegamento con un ‘altra struttura. Questo permetterebbe di diversificare i territori: si creerebbero due strutture comunicanti ma separate, dove o una o l’altra coppia potrebbe insediarsi e vivere molto meglio.”

Rosalba Nattero con Remigio Luciano, responsabile del CRAS, e la psicoterapeuta Mariangela Ferrero che si prende cura del benessere psicosociale dei macachi
Per questo motivo il Centro sta organizzando una serie di conferenze ed eventi allo scopo di raccogliere fondi per l’ampliamento della struttura, considerando che il CRAS non è sostenuto economicamente dalle istituzioni, ma si basa esclusivamente sulle donazioni e sul contributo del responsabile e dei volontari.

La storia di queste scimmie ci ha toccato il cuore e ci ha indignato profondamente per la crudeltà di cui gli uomini sono capaci. Ma è consolante sapere che esistono persone sensibili come Remigio Luciano e Mariangela Ferrero che dedicano la loro vita, con un grande aiuto da parte dei volontari del Centro, all’assistenza di esseri sfortunati.

Concludiamo il nostro incontro chiedendo a Mariangela Ferrero che cosa le ha dato l’esperienza con questi macachi. Ci risponde: “La mia sensazione è che loro mi abbiano dato ben più di quanto io abbia potuto dare loro. Io faccio quello che posso per migliorare il loro stile di vita, sto loro vicino e gioco con loro, con giochi che in realtà divertono molto anche me, e loro in cambio mi manifestano molta riconoscenza con gesti, con abbracci, coccole”.

AIUTIAMO IL CRAS AD AMPLIARE LA STRUTTURA DELLE SCIMMIE!

Le spese previste per i materiali necessari ai lavori ammontano ad almeno 3000 euro e il CRAS, non sostenuto economicamente dalle istituzioni, ha bisogno di tutto l’aiuto possibile. La dottoressa Mariangela Ferrero, data la sensibilità sull’argomento, ha già messo a disposizione una propria donazione di 1000 euro a questo fine.

Potete contribuire con una donazione a:

CRAS ONLUS

IBAN: IT32A0843947070000040101408 BCC-filiale di Bernezzo

Specificando la causale: scimmie.”

biancone

Dato il notevole riscontro avuto dagli incontri di approfondimento conoscitivo organizzati nei mesi scorsi, verranno riproposte altre due giornate con gli esperti delle specie ospiti del Centro e sul lavoro svolto dal CRAS.

In particolare, i partecipanti saranno introdotti alla conoscenza delle caratteristiche e dei comportamenti tipici di:

  • Bertucce (Macaca sylvanus) con la Dott.ssa Mariangela Ferrero, psicologa, psicoterapeuta ed esperta in primati non umani;
  • Grandi felini con il Sig. Luciano Remigio, responsabile del CRAS;
  • Rapaci con il Sig. Parola Matteo, operatore del CRAS.

Gli incontri si terranno presso la nostra sede in Via Alpi n. 25 a Bernezzo dalle ore 14:30 alle ore 17:00 nelle seguenti date:

  • domenica 6 ottobre 2013
  • domenica 27 ottobre 2013

La prenotazione è obbligatoria entro il giovedì precedente a ciascuna delle date indicate. Per informazioni e prenotazioni potete rivolgervi ai consueti recapiti sopraindicati.

Immagine: © Michelangelo Giordano.

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