Indice di Ricerca: ardeidi


Come nelle precedenti edizioni, anche quest’anno il Centro parteciperà all’evento Garzette e Stelle Cadenti, prevista dalle ore 20:00 di venerdì 11 agosto presso l’Oasi Naturalistica La Madonnina, nel Comune di Sant’Albano Stura, in collaborazione con l’omonima Associazione.
La serata verterà sull’osservazione delle garzette (Egretta garzetta), uccelli della famiglia degli aironi, di ritorno nello specchio lacustre.
A seguire, osservazione del fenomeno delle stelle cadenti e del cielo di agosto con i telescopi dell’Associazione Astrofili Bisalta.
Ognuno è invitato a portare spuntini e bevande al sacco.
Gli operatori del CRAS libereranno alcuni esemplari di rapaci notturni, che potranno così riacquistare la libertà all’interno dell’area protetta.
Per qualsiasi ulteriore informazione potete contattare i recapiti indicati nel sottostante programma della manifestazione.

Come nelle passate edizioni, anche quest’anno il Centro parteciperà all’evento Garzette e Stelle Cadenti, prevista dalle ore 20:30 di venerdì 12 agosto presso l’Oasi Naturalistica La Madonnina, nel Comune di Sant’Albano Stura, in collaborazione con l’omonima Associazione.
La serata verterà sull’osservazione delle garzette (Egretta garzetta), uccelli della famiglia degli aironi, di ritorno nello specchio lacustre.
A seguire, osservazione del fenomeno delle stelle cadenti e del cielo di agosto con i telescopi dell’Associazione Astrofili Bisalta.
Ognuno è invitato a portare una merenda notturna al sacco.
Gli operatori del CRAS libereranno alcuni esemplari di rapaci notturni, che potranno così riacquistare la libertà all’interno dell’area protetta.
Per qualsiasi ulteriore informazione potete contattare i recapiti indicati nel sottostante programma della manifestazione.

garzette2016

Dal quotidiano La Stampa di martedì 21 giugno 2016:

Rapaci e selvatici rimessi in libertà nel Cuneese

Stasera la festa al Parco Fluviale di Cuneo Il Centro recupero animali di Bernezzo (CN) è nato nel 1985. Stasera Remigio libererà tre rapaci

21/06/2016
PAOLA SCOLA
BERNEZZO (CUNEO)

Si occupa delle regine dei cieli, le aquile. Dei signori dell’aria, come falchi, poiane, sparvieri. Di gufi e civette. «Qui è l’unico centro dove si ospitano animali selvatici di ogni taglia e specie, che richiedano cure», sottolinea Remigio Luciano, condottiero di una sorta di «arca di Noè», dove ogni anno vengono curati circa 1200 esemplari. Il Centro recupero animali di Bernezzo, tra Cuneo e le montagne, è nato nel 1985. Remigio, allora gestore del piccolo Zoo di Cuneo, fu costretto a smantellare il «giardino pubblico», perché il Comune non rinnovò più la convenzione. Il rischio era che gli animali venissero venduti o, peggio, abbattuti. Ma la famiglia di Luciano ha una casa a Bernezzo ed è lì che gli esemplari hanno trovato nuovo riparo. All’inizio i compaesani guardarono con un po’ di apprensione quell’esperimento, ma presto la diffidenza è stata vinta. E nel 2001, la Provincia di Cuneo ha autorizzato il Cras a operare per il salvataggio e la custodia dei selvatici.

Remigio ha una straordinaria sensibilità per gli animali. Lo affiancano due dipendenti part time, 4 ragazzi in servizio civile e volontari. Ci saranno anche loro, stasera, alla festa del Parco Fluviale di Cuneo a rilasciare alcuni rapaci notturni rimessi in forze: un gufo e tre civette. «Sono molti i pericoli per i selvatici – dice Luciano -: dall’inquinamento ai pesticidi, dalla caccia ai fili dell’alta tensione, dalle auto a tagliole e veleni». Sono stati bocconi nocivi, «lasciati forse per i lupi», ad avvelenare alcune aquile, che il Cras ha soccorso. «Esemplari di aquile reali, con gravi problemi. La prima è stata recuperata in val Maira. L’altra, salvata in valle Stura da un privato, nel marzo 2015, sembrava anemica e denutrita. Le abbiamo tenute ricoverate per qualche giorno, invano». È andata meglio a un biancone, l’«aquila dei serpenti», trovato ferito in val Tanaro: dall’anello di riconoscimento si è scoperto che 4 anni fa era stato soccorso ad Albisola (Savona), medicato a Bernezzo e liberato. Aveva spiegato il responsabile: «È lo stesso animale trovato nel 2012, debilitato e con un problema alla pupilla destra. Ristabilito, lo avevamo liberato a Castelmagno nel 2013». Dopo tre anni e le migrazioni, il rapace è tornato a pochi km di distanza, si è di nuovo ferito ed è stato riconsegnato al Cras.

Ma l’«arca di Remigio» è tanto altro. Nel 2013, per esempio, sono stati ricoverati 94 caprioli, camosci, cinghiali, ghiri, lepri, martore, procioni, tassi, volpi. Fra gli uccelli aironi, capinere, cuculi, ghiandaie, rondini, upupe, scriccioli. Poi rospi, biacchi, tartarughe. Per Remigio ogni animale ha una storia. Ce l’hanno gli ultimi «ospiti»: un picchio nero, una martora, una faina e un’averla capirossa. Ce l’aveva la scimmia Citina, legata a un’antenna di un palazzo a Cuneo, compromessa dall’imprinting umano. «Salviamo gli animali, organizziamo iniziative didattiche – conclude – e siamo un buon punto di monitoraggio della fauna. Come quando abbiamo seguito un grifone, con il Gps, fino in Spagna. La nostra realtà non ha scopo di lucro e le risorse sono scarse. I Comuni ci aiutano, Regione e Provincia faticano. Il sostegno con il 5×1000 sarebbe un’enorme boccata di ossigeno»

É stata pubblicata la relazione annuale per il 2015, la cui copertina è dedicata alla donnola (Mustela nivalis) recuperata, curata, riabilitata ed infine liberata lo scorso autunno.
Oltre al piccolo e raro mustelide, nel 2015 hanno potuto ritrovare la via verso la libertà numerosi altri animali, quali caprioli (Capreolus capreolus), gheppi (Falco tinnunculus) e poiane (Buteo buteo).
In ambito veterinario sono stati eseguiti svariati interventi chirurgici ed ortopedici, fra cui complesse operazioni ad un esemplare di tasso (Meles meles) e di airone cenerino (Ardea cinerea).
L’apparato strutturale del Centro è stato altresì arricchito da un nuovo box multiplo per la stabulazione di rapaci, nonché da una scala d’accesso alla struttura dei primati, recentemente ampliata.

Garzette & Stelle Cadenti 2015

Come nelle passate edizioni, anche quest’anno il Centro parteciperà all’evento Garzette e Stelle Cadenti, prevista dalle ore 19:00 di venerdì 7 agosto presso l’Oasi Naturalistica La Madonnina, nel Comune di Sant’Albano Stura, in collaborazione con l’omonima Associazione.
La serata verterà sull’osservazione delle garzette (Egretta garzetta), uccelli della famiglia degli aironi, di ritorno nello specchio lacustre.
A seguire, osservazione del fenomeno delle stelle cadenti e del cielo di agosto con i telescopi dell’Associazione Astrofili Bisalta.
Ognuno è invitato a portare una merenda notturna al sacco.
Gli operatori del CRAS libereranno alcuni esemplari di civetta (Athene noctua), che potranno così riacquistare la libertà all’interno dell’area protetta.

É stata pubblicata la relazione annuale per il 2014, la cui copertina è dedicata ad una cucciolata di volpi (Vulpes vulpes) allevate e curate dal Centro, consultabile in formato digitale nel box riportato qui sotto.
L’anno appena trascorso è stato testimone dell’inaugurazione della sede distaccata La Ninna di Novello, specializzata nel recupero degli Erinacei, nonché dell’ampliamento della struttura per primati, che attualmente ospita quattro esemplari di bertuccia (Macaca sylvanus) e della realizzazione della nuova aula didattica.
In ambito veterinario sono stati eseguiti numerosi interventi chirurgici ed ortopedici, riguardanti soprattutto ungulati e rapaci.
Tra gli animali liberati si ricordano in particolare un porciglione (Rallus aquaticus), una rondine montana (Ptyonoprogne rupestris) ed un tarabusino (Ixobrychus minutus).

In una fredda e nebbiosa giornata di gennaio arrivò al Centro una telefonata da parte del sig. Muo Alberto, residente a Bene Vagienna, il quale riferì che nel suo giardino c’era un piccolo di airone bianco (Casmerodius albus). Dato che la presenza di piccoli di airone non è associata a quel periodo dell’anno, il responsabile del Centro chiese maggiori infomazioni sulla fisionomia dell’animale. Dalla descrizione della colorazione del becco, giallo, si escluse che fosse una garzetta (Egretta garzetta), ardeide piuttosto comune sul territorio.
Il recupero dell’uccello venne effettuato direttamente dalla volontaria Carla Morre ed il responsabile del CRAS Remigio Luciano, dopo aver inutilmente contattato i vari enti preposti alla tutela della fauna selvatica. Arrivati sul posto, l’animale venne subito identificato come un giovane airone guardabuoi (Bubulcus ibis), insolitamente presente sul territorio in pieno inverno, dato che la specie suole migrare verso climi più caldi.
Portato presso il Centro, dopo aver constatato che non avesse subito traumi o riportato ferite evidenti, si eseguirono le misurazioni scientifiche e la pesatura. All’arrivo, il peso dell’airone guardabuoi era di soli 300 grammi, ben inferiore alla media di un individuo della sua specie: l’animale era infatti debilitato a causa di parassiti delle piume. Dopo essere stato trattato con appositi prodotti, l’animale venne stabulato in una camera termica e nutrito artificialmente per i primi giorni di degenza, avendo l’accortezza di apporre un collare antivomito dopo ogni imbeccata e lasciandolo fino a digestione avvenuta, fino a quando non iniziò a nutrirsi spontaneamente: gli ardeidi tendono infatti a rigurgitare il cibo che non viene da loro autonomamente catturato. L’airone guardabuoi dimostrò di gradire maggiormente tarme della farina, acciughe fresche e piccoli pezzetti di cuore bovino. Nel periodo di degenza vennero inoltre effettuate le analisi delle feci, che permisero di evidenziare la presenza di parassiti intestinali: l’uccello fu quindi sottoposto a trattamento con ivomicina, ripetuto una seconda volta dopo 20 giorni.
A causa delle temperature esterne, nonchè per facilitare l’incontro con i suoi conspecifici, si è atteso per la liberazione fino a primavera: in data odierna  è stato finalmente rilasciato presso l’oasi naturalistica La Madonnina, nel comune di Sant’Albano Stura.
L’impagabile vista del suo magnifico involo in un ambiente naturale, ottimale e protetto, ha testimoniato la sua completa riabilitazione, ed è stata ancora più gratificante considerando che si tratta dell’unico esemplare di airone guardabuoi ricevuto al Centro in più di dieci anni di attività.
Il suo recupero si è pero rivelato molto oneroso: i costi sostenuti per la camera termica, l’alimentazione ed i farmaci hanno comportato una spesa di circa € 20,00 a settimana: anche in considerazione degli sforzi intrapresi per restituire la libertà a questo raro uccello delle zone umide, si ringraziano sentitamente tutti i volontari, i soci ed in anticipo coloro che vorranno devolvere il 5×1000 all’ associazione del CRAS.

Ricoverato Airone Guardabuoi

Un raro esemplare di airone guardabuoi (Bubulcus ibis) è stato ritrovato in stato di debilitazione presso Bene Vagienna e consegnato agli operatori del Centro.
L’ardeide, afflitto da una verminosi che gli provocava una preoccupante inappetenza, si nutre ora regolarmente e verrà custodito, in attesa della liberazione, in un’apposita struttura riscaldata.

Recuperato il Tarabuso Ferito

Il quotidiano settimanale La Guida ha dedicato un articolo alla consegna al Centro, da parte dei guardiaparco dell’Ente Parchi e Riserve Naturali Cuneesi, di un tarabuso (Botaurus stellaris) ritrovato nell’Oasi di Crava – Morozzo.

 

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