Quest’anno, durante gli ordinari lavori di pulizia e sistemazione delle strutture esterne, gli operatori del Centro hanno rinvenuto le uova di una rana, deposte all’interno della pozza destinata ad accogliere nuovamente le tartarughe acquatiche destatesi dal letargo invernale.
Dopo aver provveduto alla messa in sicurezza delle uova, lontane dai famelici rettili, ansiosi di riappropriarsi del loro posto al sole, il prosciugamento della vasca ha altresì permesso di individuare un raro esemplare di rana agile (Rana dalmatina), probabilmente lo stesso individuo che ha deposto le uova, il quale è stato anch’esso posto al riparo da eventuali predatori.
Nel frattempo, le uova si sono ora dischiuse rivelando un nugolo di girini, che verranno liberati insieme all’adulto, una volta terminata la metamorfosi.
In tal modo, oltre a scongiurare i pericoli in cui può incorrere la rana e la sua minuscola prole, con il loro successivo rilascio si potrà contribuire in maniera significativa al ripopolamento degli ambienti frequentati dagli anfibi, in assoluto la classe di vertebrati più minacciata di estinzione su scala planetaria.
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