Categoria: Monitoraggi


 

É ufficialmente iniziata la campagna di crowfunding per il progetto di monitoraggio Sulle Tracce del gatto Selvatico, promosso dal Centro Recupero Animali Selvatici in collaborazione con la Provincia di Cuneo, le Aree Protette Alpi Marittime, il Parco fluviale Gesso e Stura e tanti altri, per raccogliere ed aggiornare i dati di presenza che arrivano da segnalazioni e tutte le informazioni possibili sul gatto selvatico europeo (Felis silvestris silvestris) in provincia di Cuneo ed in Piemonte.

Grazie al primo finanziamento stanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo sono state acquistate le fototrappole necessarie per avviare le operazioni, mentre da oggi è possibile contribuire alle spese dell’acquisto del materiale necessario all’installazione delle fototrappole con una donazione tramite la pagina dedicata dal progetto sulla piattaforma Rete del Dono.
La campagna di raccolta fondi sarà attiva fino al 15 gennaio 2023, per permettere a chiunque di partecipare seguendo le semplici istruzioni raccolte nella seguente brochure:

 

Sulle Tracce del Gatto Selvatico


gatto selvatico europeo (foto Luca Lapini)

Monitoraggio sulla presenza dell’animale in provincia di Cuneo e in Piemonte e progetto “gatto selvatico Cuneo”

Il Centro Recupero Animali Selvatici, in collaborazione con la Provincia di Cuneo, le Aree Protette Alpi Marittime e il Parco fluviale Gesso e Stura gestito dal Comune di Cuneo, ha lanciato un’iniziativa progettuale per raccogliere ed aggiornare i dati di presenza che arrivano da segnalazioni e tutte le informazioni possibili sul gatto selvatico europeo (Felis silvestris silvestris) in provincia di Cuneo ed in Piemonte.

A fine 2021, la Provincia di Cuneo e gli Enti parco hanno sottoscritto accordi di collaborazione con il Centro, per sviluppare, tra gli altri, anche un progetto specifico su questo animale elusivo, con lo scopo di monitorarne la diffusione, aggiornare i dati di presenza e scambiare informazioni attualmente in possesso tra i vari partner. Il gatto selvatico europeo frequenta le aree boscate di media altitudine e occupa areali anche molto estesi: ha un comportamento solitario e si muove durante la notte cacciando prede costituite principalmente da piccoli mammiferi, specialmente roditori, con la pratica dell’agguato come tutti i Felidi. Queste abitudini lo rendono difficilmente visibile e sfuggente: ad un esame frettoloso potrebbe essere confuso con un gatto soriano. Insieme alla lince (Lynx lynx) rappresenta l’altro Felide tipico della fauna piemontese.

A causa della scomparsa e frammentazione di molti habitat forestali il gatto selvatico ha subito ampie riduzioni del suo areale con la conseguente riduzione in numero di individui presenti. L’ibridazione con il gatto domestico libero sui territori piemontesi rappresenta un serio rischio per la conservazione di questo carnivoro (o animale) perchè ne compromette la variabilità genetica. Un tempo cacciato per la pelliccia e ricercato dai collezionisti, il gatto selvatico in Italia è protetto dalla Legge 157/1992 sulla caccia ed è inserito tra le specie di interesse comunitario che richiedono protezione rigorosa. La specie è inclusa nell’appendice II della CITES, nell’Appendice IV della Direttiva Habitat e nell’Appendice II della Convenzione di Berna: grazie a questa tutela si è scongiurata l’estinzione della specie.

Nell’ambito di questo progetto, a fianco del monitoraggio, verrà organizzata anche una campagna di raccolta informazioni tra la popolazione: CRAS e Parchi intendono coinvolgere cittadini e fruitori in una raccolta di notizie e ricordi dell’animale, principalmente tra le persone più anziane e i residenti nei luoghi interessati dalla presenza dell’animale. Chi avesse ricordi su questo animale è invitato a segnalarlo, indicando anche potenziali avvistamenti ed eventuali animali ritrovati investiti, scrivendo, indicando nell’oggetto “Progetto gatto selvatico Cuneo” ai partner di progetto a questo indirizzo email: gattoselvaticocuneo@gmail.com.

avian-biology-research-front
È stato pubblicato sulla rivista scientifica Avian Biology Research Vol. 9 N. 4 l’articolo Causes of admission and outcomes of Long-eared Owl (Asio otus) in wildlife rescue centres in Italy from 2010 to 2014, contenente il primo resoconto ufficiale dell’indagine relativa al monitoraggio dei ricoveri di gufo comune (Asio otus) ed allocco ((Strix aluco) nei CRAS, a cui partecipa anche il Centro di Bernezzo.
In particolare, gli autori Alessia Mariacher, Riccardo Gherardi, Marco Mastrorilli e Davide Melini si sono concentrati sui dati relativi al gufo comune. Dall’analisi dei dati sui ricoveri di gufo è stato confermato che vengono ricoverati principalmente pulli clinicamente sani, mentre gli adulti sono soggetti a traumi da impatto di varia natura e lesioni da arma da fuoco. Sia gli impatti che le lesioni da arma da fuoco (sorprendentemente frequenti per una specie notturna…) provocano una mortalità molto elevata.

La Cheratocongiuntivite Infettiva

Infezione oculare che tende a colpire la popolazione di Bovidi selvatici (Camoscio, Stambecco, Muflone);
viene veicolata da ditteri, si presenta periodicamente, in fase crescente e poi decrescente ogni dieci anni circa.
I dati del CRAS di Bernezzo:

  • 2005 : 1 caso (dicembre);
  • 2006 : 13 casi;
  • 2007: 16 casi;
  • 2008 : 6 casi;
  • 2009: 1 caso;
  • 2010: 2 casi;
  • 2011: 1 caso;
  • 2012 : ultimo caso (giugno);
  • 2015 : 1° caso (dicembre).

Questo ci fa presupporre che dovremo prepararci negli anni 2016 – 2017 ad una recrudescenza della malattia.
Nella nostra esperienza, in provincia di Cuneo, l’espansione dell’infezione si ha da nord a sud, inizia in Valle Po e si estende nel tempo per concludersi in Valle Tanaro.
Le fasi dell’infezione sono 4 stadi:

  1. Fase: l’animale vaga in maniera anomala, non lineare, ad occhio nudo non si vedono lesioni e la pupilla è leggermente opaca.
  2. Fase: l’animale vaga spostandosi in grandi cerchi ed inciampa spesso.
  3. Fase: si notano bene anche ad occhio nudo dei solchi crostosi sul lacrimatoio , gira spesso su se stesso e presenta un forte dimagrimento.
  4. Fase: l’animale è quasi sempre coricato e, se si muove, cade più volte consecutivamente, il più delle volte ha già subito o un trauma cranico o una frattura agli arti.

Se il tutto capita ad alte quote l’animale segue il suo destino, in molti casi può recuperare e superare la malattia, soprattutto se non vi sono condizioni atmosferiche avverse, se invece capita a quote più basse è probabile che raggiunga abitazioni e strade frequentate  ed è questo il caso di segnalarlo alle autorità competenti (Comune, Provincia, ASL, CA , G P) onde evitare possibili cause di incidenti stradali . I suddetti Enti provvederanno a farlo pervenire al CRAS.
Se la malattia è presa nelle prime tre fasi,  la probabilità di recupero è del 60%, la degenza è di 30 / 40 giorni.

NORME PER IL SOCCORSO DEGLI ANIMALI MALATI AD ESCLUSIVO USO DEGLI OPERATORI QUALIFICATI ED ENTI PREDISPOSTI, EVITARE  IL FAI DA TE!

L’animale deve essere avvicinato cautamente evitando ogni sorta di rumore; lanciare un telo sul capo, immobilizzare l’animale tenendolo per le corna, evitare di agguantarlo agli arti, farlo entrare in una cassa da trasporto ungulati, guidare evitando sobbalzi e curve repentine.
L’incaprettatura è sconsigliata in quanto, negli anni, ci siamo accorti che è un grave problema per lo stress dell’animale.

Spostamenti del Grifone in Spagna

In base agli ultimi dati inviati dal trasmettitore GPS assicurato all’esemplare di grifone (Gyps fulvusliberato ad Argentera, sin dai primi di novembre il grande rapace si è fermato in Aragona, dove è attualmente presente, in una delle migliori zone per avvoltoi dell’intera regione.
Potete seguire gli spostamenti del grifone anche direttamente sul sito del Gruppo Piemontesi Studi Ornitologici ‘Franco Andrea Bonelli’ a quest’indirizzo.

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Nuovi Spostamenti del Grifone

Prosegue con grande attenzione ed interesse il monitoraggio dell’esemplare di grifone (Gyps fulvusliberato ad Argentera con trasmettitore GPS.
Dopo essersi soffermato nell’entroterra francese delle Alpi Marittime, il grande rapace si sta dirigendo sempre più ad ovest, verso le Cevenne, uno dei primi siti di reintroduzione del grifone in Francia.
Potete seguire gli spostamenti del grifone anche direttamente sul sito del Gruppo Piemontesi Studi Ornitologici ‘Franco Andrea Bonelli’ a quest’indirizzo.

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Di seguito trovate anche il video realizzato dagli operatori del CRAS, che ripercorre le fasi più significative della permanenza del grifone, dal suo ingresso al Centro alla tanto desiderata liberazione.

Il settimanale cuneese ‘La Guida’ ha dedicato un articolo al grifone (Gyps fulvusliberato ad Argentera, che potete leggere cliccando sul link impresso a fondo dell’articolo.
Come riportato dalla mappa sottostante, il grande rapace continua a spostarsi lungo il versante francese; dopo una trasvolata al limitare delle valli torinesi, è ritornato a sud, soffermandosi verosimilmente in uno dei dormitori presenti sul territorio.
Potete seguire gli spostamenti del grifone anche direttamente a quest’indirizzo sul sito del Gruppo Piemontesi Studi Ornitologici ‘Franco Andrea Bonelli’, che si ringrazia non solo per l’attiva collaborazione, ma anche per aver economicamente contribuito al progetto, invitando le numerose associazioni interessate alla conservazione dei grifoni a partecipare in modo altrettanto efficace per la buona riuscita dell’operazione.
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Prosegue il Monitoraggio del Grifone

Il monitoraggio dell’esemplare di grifone (Gyps fulvusliberato ad Argentera con trasmettitore GPS prosegue con grande speranza ed attenzione da parte degli operatori coinvolti.
Dopo essersi diretto verso la Val d’Ubaye subito dopo il rilascio in natura, il grosso rapace si sta ora spostando verso sud-ovest, ovvero verso le Gole del Verdon. L’uccello presumibilmente si è unito ad uno dei gruppi di volo delle Alpi Marittime, i quali, costituiti anche da 15-20 individui, consentono agli animali di disperdersi alla ricerca di cibo, mantenendosi però in contatto visivo anche su lunghe distanze.
Potete seguire gli spostamenti del grifone anche direttamente sul sito del Gruppo Piemontesi Studi Ornitologici ‘Franco Andrea Bonelli’ a quest’indirizzo.
Itinerario_27_08_2013

Iniziato il Monitoraggio del Grifone

Con grande gioia e sollievo di tutti gli operatori coinvolti nel progetto, sono arrivati i primi dati inviati dal trasmettitore GPS assicurato all’esemplare di grifone (Gyps fulvus) liberato la scorsa settimana ad Argentera. Il grifone è stato marcato attraverso la decolorazione di alcune penne remiganti e inanellato con anello colorato per permetterne il riconoscimento in volo e attraverso la fotografia. Come si nota nell’immagine, dopo qualche ora di ambientamento, il grande rapace ha attraversato il confine dirigendosi in Val d’Ubaye, presumibilmente imbrancandosi con altri grifoni osservati nelle vicinanze il giorno stesso della sua liberazione.
Potete seguire gli spostamenti del grifone anche direttamente sul sito del Gruppo Piemontesi Studi Ornitologici ‘Franco Andrea Bonelli’ a quest’indirizzo.

Itinerario

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