Categoria: Monitoraggi


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È stato pubblicato sulla rivista scientifica Avian Biology Research Vol. 9 N. 4 l’articolo Causes of admission and outcomes of Long-eared Owl (Asio otus) in wildlife rescue centres in Italy from 2010 to 2014, contenente il primo resoconto ufficiale dell’indagine relativa al monitoraggio dei ricoveri di gufo comune (Asio otus) ed allocco ((Strix aluco) nei CRAS, a cui partecipa anche il Centro di Bernezzo.
In particolare, gli autori Alessia Mariacher, Riccardo Gherardi, Marco Mastrorilli e Davide Melini si sono concentrati sui dati relativi al gufo comune. Dall’analisi dei dati sui ricoveri di gufo è stato confermato che vengono ricoverati principalmente pulli clinicamente sani, mentre gli adulti sono soggetti a traumi da impatto di varia natura e lesioni da arma da fuoco. Sia gli impatti che le lesioni da arma da fuoco (sorprendentemente frequenti per una specie notturna…) provocano una mortalità molto elevata.

La Cheratocongiuntivite Infettiva

Infezione oculare che tende a colpire la popolazione di Bovidi selvatici (Camoscio, Stambecco, Muflone);
viene veicolata da ditteri, si presenta periodicamente, in fase crescente e poi decrescente ogni dieci anni circa.
I dati del CRAS di Bernezzo:

  • 2005 : 1 caso (dicembre);
  • 2006 : 13 casi;
  • 2007: 16 casi;
  • 2008 : 6 casi;
  • 2009: 1 caso;
  • 2010: 2 casi;
  • 2011: 1 caso;
  • 2012 : ultimo caso (giugno);
  • 2015 : 1° caso (dicembre).

Questo ci fa presupporre che dovremo prepararci negli anni 2016 – 2017 ad una recrudescenza della malattia.
Nella nostra esperienza, in provincia di Cuneo, l’espansione dell’infezione si ha da nord a sud, inizia in Valle Po e si estende nel tempo per concludersi in Valle Tanaro.
Le fasi dell’infezione sono 4 stadi:

  1. Fase: l’animale vaga in maniera anomala, non lineare, ad occhio nudo non si vedono lesioni e la pupilla è leggermente opaca.
  2. Fase: l’animale vaga spostandosi in grandi cerchi ed inciampa spesso.
  3. Fase: si notano bene anche ad occhio nudo dei solchi crostosi sul lacrimatoio , gira spesso su se stesso e presenta un forte dimagrimento.
  4. Fase: l’animale è quasi sempre coricato e, se si muove, cade più volte consecutivamente, il più delle volte ha già subito o un trauma cranico o una frattura agli arti.

Se il tutto capita ad alte quote l’animale segue il suo destino, in molti casi può recuperare e superare la malattia, soprattutto se non vi sono condizioni atmosferiche avverse, se invece capita a quote più basse è probabile che raggiunga abitazioni e strade frequentate  ed è questo il caso di segnalarlo alle autorità competenti (Comune, Provincia, ASL, CA , G P) onde evitare possibili cause di incidenti stradali . I suddetti Enti provvederanno a farlo pervenire al CRAS.
Se la malattia è presa nelle prime tre fasi,  la probabilità di recupero è del 60%, la degenza è di 30 / 40 giorni.

NORME PER IL SOCCORSO DEGLI ANIMALI MALATI AD ESCLUSIVO USO DEGLI OPERATORI QUALIFICATI ED ENTI PREDISPOSTI, EVITARE  IL FAI DA TE!

L’animale deve essere avvicinato cautamente evitando ogni sorta di rumore; lanciare un telo sul capo, immobilizzare l’animale tenendolo per le corna, evitare di agguantarlo agli arti, farlo entrare in una cassa da trasporto ungulati, guidare evitando sobbalzi e curve repentine.
L’incaprettatura è sconsigliata in quanto, negli anni, ci siamo accorti che è un grave problema per lo stress dell’animale.

Spostamenti del Grifone in Spagna

In base agli ultimi dati inviati dal trasmettitore GPS assicurato all’esemplare di grifone (Gyps fulvusliberato ad Argentera, sin dai primi di novembre il grande rapace si è fermato in Aragona, dove è attualmente presente, in una delle migliori zone per avvoltoi dell’intera regione.
Potete seguire gli spostamenti del grifone anche direttamente sul sito del Gruppo Piemontesi Studi Ornitologici ‘Franco Andrea Bonelli’ a quest’indirizzo.

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Nuovi Spostamenti del Grifone

Prosegue con grande attenzione ed interesse il monitoraggio dell’esemplare di grifone (Gyps fulvusliberato ad Argentera con trasmettitore GPS.
Dopo essersi soffermato nell’entroterra francese delle Alpi Marittime, il grande rapace si sta dirigendo sempre più ad ovest, verso le Cevenne, uno dei primi siti di reintroduzione del grifone in Francia.
Potete seguire gli spostamenti del grifone anche direttamente sul sito del Gruppo Piemontesi Studi Ornitologici ‘Franco Andrea Bonelli’ a quest’indirizzo.

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Di seguito trovate anche il video realizzato dagli operatori del CRAS, che ripercorre le fasi più significative della permanenza del grifone, dal suo ingresso al Centro alla tanto desiderata liberazione.

Il settimanale cuneese ‘La Guida’ ha dedicato un articolo al grifone (Gyps fulvusliberato ad Argentera, che potete leggere cliccando sul link impresso a fondo dell’articolo.
Come riportato dalla mappa sottostante, il grande rapace continua a spostarsi lungo il versante francese; dopo una trasvolata al limitare delle valli torinesi, è ritornato a sud, soffermandosi verosimilmente in uno dei dormitori presenti sul territorio.
Potete seguire gli spostamenti del grifone anche direttamente a quest’indirizzo sul sito del Gruppo Piemontesi Studi Ornitologici ‘Franco Andrea Bonelli’, che si ringrazia non solo per l’attiva collaborazione, ma anche per aver economicamente contribuito al progetto, invitando le numerose associazioni interessate alla conservazione dei grifoni a partecipare in modo altrettanto efficace per la buona riuscita dell’operazione.
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Prosegue il Monitoraggio del Grifone

Il monitoraggio dell’esemplare di grifone (Gyps fulvusliberato ad Argentera con trasmettitore GPS prosegue con grande speranza ed attenzione da parte degli operatori coinvolti.
Dopo essersi diretto verso la Val d’Ubaye subito dopo il rilascio in natura, il grosso rapace si sta ora spostando verso sud-ovest, ovvero verso le Gole del Verdon. L’uccello presumibilmente si è unito ad uno dei gruppi di volo delle Alpi Marittime, i quali, costituiti anche da 15-20 individui, consentono agli animali di disperdersi alla ricerca di cibo, mantenendosi però in contatto visivo anche su lunghe distanze.
Potete seguire gli spostamenti del grifone anche direttamente sul sito del Gruppo Piemontesi Studi Ornitologici ‘Franco Andrea Bonelli’ a quest’indirizzo.
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Iniziato il Monitoraggio del Grifone

Con grande gioia e sollievo di tutti gli operatori coinvolti nel progetto, sono arrivati i primi dati inviati dal trasmettitore GPS assicurato all’esemplare di grifone (Gyps fulvus) liberato la scorsa settimana ad Argentera. Il grifone è stato marcato attraverso la decolorazione di alcune penne remiganti e inanellato con anello colorato per permetterne il riconoscimento in volo e attraverso la fotografia. Come si nota nell’immagine, dopo qualche ora di ambientamento, il grande rapace ha attraversato il confine dirigendosi in Val d’Ubaye, presumibilmente imbrancandosi con altri grifoni osservati nelle vicinanze il giorno stesso della sua liberazione.
Potete seguire gli spostamenti del grifone anche direttamente sul sito del Gruppo Piemontesi Studi Ornitologici ‘Franco Andrea Bonelli’ a quest’indirizzo.

Itinerario

Liberazione del Grifone ad Argentera

Dal quotidiano online della Provincia di Cuneo:

Sarà liberato venerdì 9 agosto ad Argentera il grifone salvato dal Cras di Bernezzo

Il presidente Gancia e l’assessore Isaia: “Grazie al Cras ed a Remigio Luciano la nostra provincia avrà la possibilità di offrire un contributo nello studio scientifico di una specie rara”

L'esemplare di Gyps fulvus

L’esemplare di Gyps fulvus assistito dall’operatore Matteo Parola

Tornerà in libertà venerdì 9 agosto, in Valle Stura, ad Argentera, il grifone (Gyps fulvus) ospite da alcuni mesi del Centro Recupero Animali Selvatici di Bernezzo. La presenza dell’esemplare era stata segnalata ad inizio aprile da un istruttore di vigilanza faunistico ambientale della Provincia nei pressi di Sambuco, dove si aggirava in evidente stato di debilitazione.

Recuperato con un intervento in tarda serata dal personale del Cras, coordinato da Remigio Luciano, era stato trovato in condizioni di ipotermia e malnutrizione, possibili conseguenze dalla forte escursione termica registrata nell’area del ritrovamento nei mesi primaverili: le temperature elevate di febbraio e le successive nevicate hanno probabilmente bloccato in quota l’animale già indebolito dall’impossibilità di procurarsi cibo.

Sottoposto a visita accurata, grazie ad una terapia di riabilitazione mirata in soli 15 giorni di permanenza al Centro recuperava peso, passando dai 7 chilogrammi registrati all’arrivo ai 10 kg. Esami e misurazioni effettuati dal personale veterinario hanno rivelato l’età dell’animale che si aggira intorno ai 6 anni e l’apertura alare di 2 metri e 60 centimetri. Considerata la rarità del ritrovamento e la possibilità di accesso a informazioni dettagliate sul comportamento della specie, il grifone è stato dotato di un trasmettitore satellitare GPS che permetterà di accompagnarlo nel suo viaggio di ritorno alla normalità e conoscerne al contempo spostamenti ed abitudini. Grazie all’interessamento del Gruppo di Studio ornitologico del Piemonte e del Museo Civico di Storia Naturale di Carmagnola, il Gyps fulvus sarà, inoltre, protagonista di tesi di laurea che registreranno i risultati delle attività di ricerca sul campo e delle analisi dei dati ricevuti.

La scelta della Valle Stura come luogo di liberazione è dettata dall’avvistamento in zona di gruppi della stessa specie. Il servizio di Vigilanza delal Provincia si occuperà del coordinamento delle operazioni sul posto.

“La vicenda che si è conclusa positivamente – spiegano la presidente della Provincia Gianna Gancia e l’assessore con delega alla Tutela faunistica Stefano Isaia – rappresenta un’ulteriore prova dell’ottimo lavoro svolto dal Cras di Bernezzo. Per l’impegno e la dedizione dimostrata nei confronti della salvaguardia del territorio e della fauna locale è, quindi, doveroso un ringraziamento a tutto il personale e al direttore Remigio Luciano. Grazie a loro la nostra provincia avrà la possibilità di offrire un contributo nello studio scientifico di una specie rara e di indiscusso fascino”.

La cittadinanza tutta è quindi invitata ad assistere alla liberazione del magnifico rapace.
Il ritrovo è previsto alle ore 10:00 presso la piazza centrale di Argentera; seguirà una breve passeggiata di circa 15 minuti al sito individuato per il rilascio.

Il sistema GPS in fase d'installazione

In vista dell’imminente liberazione del grifone recuperato a Sambuco la scorsa primavera, è stato assicurato alla schiena del maestoso rapace, tramite apposite briglie in teflon, un trasmettitore satellitare GPS, in modo da poter adeguatamente monitorare la delicata fase successiva al rilascio in natura ed apprendere maggiori informazioni su questo rarissimo uccello.
Il progetto, reso possibile grazie alla collaborazione di Luca Giraudo del Servizio Gestione e Conservazione Ambiente & Fauna del Parco Naturale Alpi Marittime e del Prof. Giovanni Boano, direttore del Museo Civico di Storia Naturale di Carmagnola, verrà sviluppato con attività sul campo ed analisi dei dati ricevuti, e costituirà l’oggetto di relative tesi di ricerca nell’ambito dell’Università degli Studi di Torino.
La data di rilascio sarà c0municata una volta positivamente ultimata la fase di verifica del benessere animale conseguente all’installazione del dispositivo.

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