Alla presenza di un folto gruppo di soci, amici, volontari e sostenitori si è svoltapresso la Riserva Naturalistica dell’Adelasia la liberazione di alcuni rapaci diurni che erano stati trasportati al Centro dalla Sezione ENPA del Centro di Recupero Fauna Selvatica della Provincia di Savona. In particolare, dopo un proficuo periodo riabilitativo, hanno ritrovato la via dei cieli due poiane (Buteo buteo), un falco pecchiaiolo (Pernis apivorus) e Big, l’esemplare di aquila minore (Aquila pennata) giunto al Centro in autunno.
Gli amici dell’ENPA hanno anche rilasciato con l’occasione tre rondoni comuni (Apus apus) e due rondoni maggiori (Tachymarptis melba).
Quest’anno, durante gli ordinari lavori di pulizia e sistemazione delle strutture esterne, gli operatori del Centro hanno rinvenuto le uova di una rana, deposte all’interno della pozza destinata ad accogliere nuovamente le tartarughe acquatiche destatesi dal letargo invernale.
Dopo aver provveduto alla messa in sicurezza delle uova, lontane dai famelici rettili, ansiosi di riappropriarsi del loro posto al sole, il prosciugamento della vasca ha altresì permesso di individuare un raro esemplare di rana agile (Rana dalmatina), probabilmente lo stesso individuo che ha deposto le uova, il quale è stato anch’esso posto al riparo da eventuali predatori.
Nel frattempo, le uova si sono ora dischiuse rivelando un nugolo di girini, che verranno liberati insieme all’adulto, una volta terminata la metamorfosi.
In tal modo, oltre a scongiurare i pericoli in cui può incorrere la rana e la sua minuscola prole, con il loro successivo rilascio si potrà contribuire in maniera significativa al ripopolamento degli ambienti frequentati dagli anfibi, in assoluto la classe di vertebrati più minacciata di estinzione su scala planetaria.
In una fredda e nebbiosa giornata di gennaio arrivò al Centro una telefonata da parte del sig. Muo Alberto, residente a Bene Vagienna, il quale riferì che nel suo giardino c’era un piccolo di airone bianco (Casmerodius albus). Dato che la presenza di piccoli di airone non è associata a quel periodo dell’anno, il responsabile del Centro chiese maggiori infomazioni sulla fisionomia dell’animale. Dalla descrizione della colorazione del becco, giallo, si escluse che fosse una garzetta (Egretta garzetta), ardeide piuttosto comune sul territorio.
Il recupero dell’uccello venne effettuato direttamente dalla volontaria Carla Morre ed il responsabile del CRAS Remigio Luciano, dopo aver inutilmente contattato i vari enti preposti alla tutela della fauna selvatica. Arrivati sul posto, l’animale venne subito identificato come un giovaneairone guardabuoi (Bubulcus ibis), insolitamente presente sul territorio in pieno inverno, dato che la specie suole migrare verso climi più caldi.
Portato presso il Centro, dopo aver constatato che non avesse subito traumi o riportato ferite evidenti, si eseguirono le misurazioni scientifiche e la pesatura. All’arrivo, il peso dell’airone guardabuoi era di soli 300 grammi, ben inferiore alla media di un individuo della sua specie: l’animale era infatti debilitato a causa di parassiti delle piume. Dopo essere stato trattato con appositi prodotti, l’animale venne stabulato in una camera termica e nutrito artificialmente per i primi giorni di degenza, avendo l’accortezza di apporre un collare antivomito dopo ogni imbeccata e lasciandolo fino a digestione avvenuta, fino a quando non iniziò a nutrirsi spontaneamente: gli ardeidi tendono infatti a rigurgitare il cibo che non viene da loro autonomamente catturato. L’airone guardabuoi dimostrò di gradire maggiormente tarme della farina, acciughe fresche e piccoli pezzetti di cuore bovino. Nel periodo di degenza vennero inoltre effettuate le analisi delle feci, che permisero di evidenziare la presenza di parassiti intestinali: l’uccello fu quindi sottoposto a trattamento con ivomicina, ripetuto una seconda volta dopo 20 giorni.
A causa delle temperature esterne, nonchè per facilitare l’incontro con i suoi conspecifici, si è atteso per la liberazione fino a primavera: in data odierna è stato finalmente rilasciato presso l’oasi naturalistica La Madonnina, nel comune di Sant’Albano Stura.
L’impagabile vista del suo magnifico involo in un ambiente naturale, ottimale e protetto, ha testimoniato la sua completa riabilitazione, ed è stata ancora più gratificante considerando che si tratta dell’unico esemplare di airone guardabuoi ricevuto al Centro in più di dieci anni di attività.
Il suo recupero si è pero rivelato molto oneroso: i costi sostenuti per la camera termica, l’alimentazione ed i farmaci hanno comportato una spesa di circa € 20,00 a settimana: anche in considerazione degli sforzi intrapresi per restituire la libertà a questo raro uccello delle zone umide, si ringraziano sentitamente tutti i volontari, i soci ed in anticipo coloro che vorranno devolvere il 5×1000 all’ associazione del CRAS.
E' possibile destinare il 5 per Mille dell'IRPEF al Centro Recupero Animali Selvatici, inserendo il Codice Fiscale riportato sul facsimile nell'apposita casella del Modulo 740 dell'Agenzia delle Entrate.
Calendario del Centro 2013
Con il contributo di un'offerta minima di € 5,00 più spese di spedizione è possibile acquistare Le Ali della Libertà, il calendario del C.R.A.S. di Bernezzo per l'anno 2013 dedicato ai rapaci, uccelli appartenenti agli ordini degli accipitriformi e strigiformi, curati e riabilitati dal Centro.